Venezia, referendum fallito L’astensione ha determinato il mancato quorum del 50+1, ma tra coloro che si sono recati alle urne ha nettamente prevalso il parere favorevole alla separazione. Ha votato il 21%

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Il Comune di Venezia ha diffuso i dati definitivi sul voto di domenica in cui i cittadini erano chiamati ad esprimersi tramite referendum regionale sulla suddivisione o meno del Comune di Venezia nei due Comuni autonomi di Venezia e Mestre. Nel 2003 l’affluenza allo stesso tipo di consultazione era stata del 39%, sempre lontana dal quorum del 50+1, ma quasi il doppio di quella di domenica. Hanno votato sì 29477 veneziani, pari al 66,11%; hanno votato no 15109 votanti pari al 33,89%; schede bianche 135, schede nulle 166; schede contestate 1. Affluenza al voto: 21,73%. L’astensione quindi ha determinato il mancato quorum e il nulla di fatto, ma tra coloro che si sono recati alle urne ha nettamente prevalso il parere favorevole alla separazione. “Da questa ennesima consultazione referendaria emerge un esito nettissimo e senza appello: la stragrande maggioranza dei cittadini di Venezia e di Mestre non ne vuole sapere di spaccature ma chiede piuttosto cambiamenti e miglioramenti attraverso azioni amministrative più incisive”. Così in una nota il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Andrea Martella sull’esito del referendum per la separazione amministrativa tra Venezia e Mestre. “Ha vinto una visione unitaria ma questo risultato deve essere vissuto attivamente, a maggior ragione dal fronte politico che sosteneva le ragioni del NO e che ha invitato a partecipare al voto senza sottrarsi dal confronto. Separarsi sarebbe stato un salto nel buio ed uno stop secco ad un progetto di ridisegno della governance di questo territorio. Ora che questa opzione è sparita di scena la palla passa a chi ha il dovere di allargare gli orizzonti. Già in questi giorni, grazie al governo, è stato fatto un primo passo per una nuova organizzazione delle competenze sulla laguna. Adesso bisogna insistere e lavorare per far diventare il Comune di Venezia unito come territorio capofila del Nordest, attraverso una Città Metropolitana forte e non dormiente come purtroppo sta accadendo in questi anni. E attraverso un processo rapido che porti all’istituzione di quell’area metropolitana con Padova e Treviso che già rappresenta nel quotidiano un territorio omogeneo”. “Ai cittadini che si sono espressi per la separazione – conclude Martella – va data comunque una risposta e con loro va avviato un dialogo lontano dai toni eccessivi di queste settimane. La richiesta di maggiore cura e attenzione alle dinamiche particolari che distinguono Venezia e Mestre può essere benissimo garantita attraverso un ultimo ridisegno: quello relativo ad un decentramento che è al momento negato ma che invece è necessario per mantenere una piena aderenza tra amministrazione comunale e le tante articolazioni del suo territorio. Il voto referendario ci consegna questi compiti politici ed amministrativi”.

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