L’agricoltura è il motore dello sviluppo Pan: “Migliorata la competitività delle aziende ma anche la tutela del suolo e del paesaggio”

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“I risultati del Psr veneto (1169 milioni cofinanziati da Ue, Stato e Regione tra il 2014 e il 2020) sono sotto gli occhi di tutti: aumento della produttività nelle circa 15 mila imprese agricole beneficiarie del 3,1% (pari a 5158 euro/unità di lavoro annuo), produzione agricola aumentata di valore del 29,5%, 484 nuovi posti di lavoro creati. Ne hanno beneficiato soprattutto i giovani agricoltori, le cui aziende registrano, grazie ai finanziamenti del Psr, incrementi di produttività del lavoro del 27,6% e un aumento medio del valore delle produzioni del 73%”. A fotografare l’impatto del programma di sviluppo rurale sull’agricoltura veneta nel ciclo di programmazione 2014-2020 è stato l‘assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan, tirando le somme dell’incontro di valutazione sugli effetti e i risultati del Psr, dal titolo “Il Valore del PSR Veneto: risultati ed effetti nella prospettiva della PAC 2021 – 2027″, svoltosi nella Corte benedettina di Legnaro. “I risultati del Psr vanno monitorati anche nel cosiddetto ‘indotto’ – ha messo in evidenza Pan – perché delle misure di investimento per la riquaificazione, l’innovazione e la sostenibilità dell’agricoltura veneta beneficiano anche le attività collegate, come dimostra lo sviluppo in questi anni di almeno una dozzina di nuove attività imprenditoriali non strettamente agricole, come B&B, fattorie sociali, attività di ricezione turistica attività di microartigianato, finanziate con i fondi del programma”. Gli effetti dell’iniezione di 1169 milioni di cofinanzianento Ue-Stato-Regione sul sistema agricolo veneto sono documentati dal valutatore indipendente Agriconsulting e validati dagli esperti del Crea e della Rete rurale nazionale. Ma i risultati del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 (che risulta essere il primo in Italia per stato di avanzamento della spesa, che ha già superato i 620 milioni di euro) vanno valutati anche su macro-scala, in termini di beneficio ambientale, di tutela del suolo e quindi di miglioramento della qualità della vita dei veneti. “Entrando nel dettaglio dei singoli indici, il Programma di sviluppo rurale – ha ricordato Pan – ha salvaguardato e migliorato la biodiversità di oltre 111 mila ettari di superficie agricola (pari al 15% dell’intera superficie coltivabile regionale) salvaguardando ben 66.700 ettari a prato o a pascolo, ha aumentato siepi e filari in funzione di ‘fasce tampone’ per una superficie complessiva di 3222 ettari e uno sviluppo lineare di oltre 5300 km, ha promosso la riduzione dell’utilizzo di fertilizzanti (meno 41% di azoto e meno 21% di fosforo) su quasi 100 mila ettari coltivati (96.840 ettari) e ha prodotto un risparmio irriguo oltre 4,6 milioni di metri cubi d’acqua”. Sensibile anche il contributo dato al miglioramento dell’aria e alla riduzione delle emissioni di gas serra: il contributo che hanno dato le migliori pratiche e gli investimenti aziendali per la sostituzione dei combustibili fossili finanziati con il Psr è stimato in 72 mila tonnellate di anidride carbonica in meno immesse nell’atmosfera (pari al -2,2% delle emissioni regionali attribuibili all’agricoltura).

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