Orsoni, orsetto dove lo metto di Achille Ottaviani

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Bisogna tornare alla notte tra il 3 e il 4 giugno del 2014 per capire l’amaro destino dell’allora sindaco di Venezia Giorgio Orsoni. Venne arrestato perchè coinvolto nello scandalo del Mose. La notizia fece il giro del mondo. Un sindaco amato dalla città che quattro anni prima aveva vinto senza neppure fare la fatica di andare al ballottaggio. Orsoni si è fatto sette giorni di galera e poi fu costretto alle dimissioni. Orsetto Orsoni però, che si è sempre dichiarato innocente, è stato assolto. Per lui l’incubo è finito, ma siamo certi che dentro di lui ci sia molta rabbia e amarezza. Orsoni in quegli anni ha subito gli arresti domiciliari, la gogna mediatica e la fine della carriera politica con contraccolpi di non poco conto sulla sua stimata attività di avvocato. L’ex sindaco di Venezia ha dovuto poi dire addio al ruolo di Procu­ra­tore di San Marco. Ha sempre sostenuto di non aver mai preso denaro, nè tantomeno mazzette. Ora Giorgio Orsoni è tornato immacolato. Se è vero che è bene ciò che finisce bene, non va dimenticato che Orsoni è stato scaraventato nel dimenticatoio dal suo partito proprio nel momento del bisogno. Un’amara storia a lieto fine.

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