Piccola e media industria: 48% di export

0
288

Messaggi dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, benedizione apostolica di Papa Francesco e interventi di alcuni rappresentanti dell’esecutivo all’Auditorium della Conciliazione, a Roma, per le celebrazioni del 75° anniversario di Confapi, Confederazione italiana della piccola e media industria privata, che rappresenta più di 116 mila imprese con oltre 1 milione e 200 mila addetti. Alla convention ha preso parte una nutrita delegazione di Confapi Padova, con una ventina di imprenditori presenti. Sul palco, nel corso della convention, sono stati chiamati a ricevere un riconoscimento anche gli imprenditori padovani Tito Alleva e Patrizia Barbieri (Silma), Piercarlo Marcato (Meccanica Marcato) e il presidente Carlo Valerio (Jvp), quest’ultimo per l’impegno nella rappresentanza e i 9 anni di sapiente e paziente guida di Confapi Padova. La giornata ha raccolto a Roma alcuni dei più importanti rappresentanti della piccola e media industria italiana accendendo i riflettori su quello che è un modello, non soltanto industriale ed economico, ma anche culturale e sociale. «L’evento ha dimostrato ancora una volta quanto sia considerato centrale il sistema delle piccole e medie industrie in Italia. Così come sul nostro territorio Confapi sta diventando una realtà sempre più protagonista nel promuovere e sviluppare opportunità e relazioni per le aziende associate», ha rimarcato Valerio. «Le piccole e medie industrie rappresentano la forza più sana e costruttrice della nazione, oggi come nel 1947, anno in cui Confapi venne costituita», ha dichiarato il presidente della Confederazione Christian Camisa, aprendo i lavori del convegno romano. «Da 75 anni imprenditrici e imprenditori portano avanti con coraggio le loro aziende e sono in grado di conoscere prima della politica gli orientamenti, le difficoltà, i punti di caduta e di crisi dell’intero sistema produttivo. La piccola e media industria contribuisce per il 48% all’export complessivo del Made in Italy: un dato questo che va difeso e tutelato con tutte le nostre forze». Numerosi i punti toccati nel suo intervento, a partire dalla riforma fiscale: «Dobbiamo diminuire la forbice di tassazione tra la piccola e la grande impresa: grazie a patent box o altre normative, il tax rate per le grandi industrie spesso non va oltre il 25%, mentre le Pmi devono sopportare un 60% e oltre di pressione fiscale. Le piccole e medie industrie italiane non devono pagare più tasse della grande industria e delle multinazionali. La recente legge delega in materia fiscale è apprezzabile per il tentativo di sburocratizzare e alleggerire gli adempimenti fiscali sia a carico delle persone fisiche sia degli imprenditori. Impieghiamo 238 ore per pagare le imposte, il 46% in più della media dei Paesi Ocse. Effettuiamo in media in un anno 89 operazioni tra dichiarazioni e adempimenti vari: più del doppio di altri Paesi».