Per i cervelli in fuga

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La Giunta regionale ha approvato la delibera che dà il via libera all’incremento pari a 4.062.539,82 euro della dotazione finanziaria iniziale legata al bando “Sostegno a progetti di ricerca alle imprese che prevedono l’impiego di ricercatori (dottori di ricerca e laureati magistrali con profili tecnico scientifici) presso le imprese stesse”.
“Questa è un’altra delle nostre risposte concrete alla fuga di cervelli, – sottolinea l’assessore allo sviluppo economico ed energia Roberto Marcato – la Regione del Veneto investe su giovani laureati e dottori di ricerca, dando loro la possibilità di restare nella nostra regione, supportando gli imprenditori in progetti di ricerca, creando valore aggiunto per tutti: imprese, risorse umane e territorio”.
Il bando infatti, intende incentivare la ricerca e lo sviluppo all’interno delle aziende, favorendo l’inserimento di nuovi profili tecnico scientifici di alta professionalità i quali contribuiranno all’innovazione di nuovi prodotti o processi, apportando nuove conoscenze e competenze. Si tratta del terzo bando su questa linea di azione per la quale sono già stati stanziati circa 4 milioni di euro.
Alla chiusura del bando sono giunte 144 domande, delle quali 129 ritenute ammissibili con una richiesta di contributi per oltre 8 milioni di euro. A dicembre sono state finanziate le prime 57 imprese con lo stanziamento iniziale di 4.500.000 di euro. La nuova delibera di giunta permette il completo scorrimento della graduatoria.
“La numerosità delle domande pervenute dimostra l’interesse e l’attenzione degli imprenditori veneti verso gli investimenti in ricerca, volano per lo sviluppo economico –evidenzia ancora l’assessore allo sviluppo economico – abbiamo ritenuto importante poter assegnare risorse aggiuntive che consentano il totale scorrimento della graduatoria. Si tratta di incentivare l’utilizzo di risorse professionali altamente qualificate per promuovere, nel tessuto produttivo veneto, l’attività di ricerca specializzata, incrementando così il numero di ricercatori impiegati nelle imprese”.
“Questo è uno dei modi concreti di rispondere alla fuga di cervelli, – conclude l’assessore – offrire strumenti di sviluppo alle imprese e occasioni di carriera ai nostri giovani più talentuosi e desiderosi di mettere in pratica quando appreso in ambito accademico”.

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