Meccanica, la produzione è in frenata

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Dazi e crisi dell’auto da un lato. Debolezza della domanda interna e flessione degli scambi mondiali dall’altro. L’esito del micidiale mix è il rallentamento del motore manifatturiero di Padova e Treviso, la meccanica. E l’orizzonte è in stagnazione. Risultato inevitabile, alla luce dei segnali di deterioramento congiunturale accumulati negli ultimi mesi, compresa la Germania in panne, primo mercato e partner industriale. Nel secondo trimestre 2019 la produzione aumenta su base annua di un contenuto 0,7% (dal 1,1%), con andamenti differenziati nei singoli comparti e flessione più marcata nei mezzi di trasporto. Nella media dei primi sei mesi la variazione è del 0,9%, in discesa rispetto allo stesso periodo 2018 (+1,9%). Anche per effetto di una domanda estera meno brillante. Se l’export ha rappresentato a lungo un’alternativa valida alla debolezza della domanda interna, quel percorso oggi appare più accidentato, come testimonia la comparsa del segno meno nel secondo trimestre: -3,0% (-1,5 nei primi sei mesi, rispetto alla crescita del 3,4 un anno fa), appesantito dalla caduta nei mercati extra-Ue (-5,7%), più contenuta in Europa (-0,7%). In terreno negativo anche la domanda interna (-0,2% dal +1,6), condizionata dal calo degli investimenti in macchine e attrezzature anche a causa della mancanza di chiarezza sull’operatività degli incentivi Industria 4.0. Qualche spiraglio dagli ordinativi (+2,5% dal +1,1), ma nel periodo gennaio-giugno la variazione (+1,8%) è in sensibile discesa rispetto a un anno fa (+4,7), preannunciando un nuovo rallentamento. Ritmo costante per l’occupazione, pari al +0,9%, stessa variazione nel primo semestre, a velocità dimezzata rispetto al 2018 (+1,8). Ma nei primi otto mesi dell’anno in corso, le ore autorizzate di CIG sono aumentate complessivamente del 110,9% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente (fonte: Istat). “La metalmeccanica è il motore manifatturiero ma siamo entrati in una fase di stagnazione – dichiara Mario Ravagnan, vicepresidente di Assindustria Venetocentro e presidente del Gruppo Metalmeccanico -. L’instabilità e la mancanza di fiducia sul sistema politico e le scelte di politica industriale del nostro Paese hanno creato e continuano a creare immobilismo e stagnazione. Al governo – aggiunge Ravagnan – chiediamo di abbandonare l’intermittenza con cui si è operato fino ad oggi e di adottare una logica di pianificazione nel medio-lungo termine”.

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