La moneta virtuale convince 750 aziende

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VeNetWork, il gruppo nato per iniziativa di un gruppo di imprenditori veneti impegnati nel re-startup d’impresa, fa la sua prima exit e cede Circuito Venetex Srl, il primo circuito di credito commerciale nato in Veneto. L’operazione si è conclusa il 7 agosto con la cessione della società Circuito Venetex Srl, detenuta al 63% da Venetex Holding Srl, a Sardex, il circuito nato nel 2010 in Sardegna e che si è ramificato in tutta Italia, con una serie di “circuiti gemelli” oggi presenti in 13 regioni. Proprio ispirandosi a Sardex, nel 2016, VeNetWork aveva fondato Venetex. In tre anni il successo della “moneta virtuale” è testimoniato dai numeri: sono 750 le imprese venete aderenti, che hanno realizzato transazioni di merci per un valore equivalente a 8 milioni di euro fino ad agosto 2019, e con la previsione di raggiungere i 10 milioni entro la fine dell’anno. Un risultato riconosciuto anche dal Consiglio Regionale Veneto che lo scorso luglio ha approvato la legge 401 che impegna la Regione Veneto a promuovere la conoscenza dei circuiti di compensazione multilaterale, citando esplicitamente Venetex come riferimento. «Venetex è una nostra startup, fondata da VeNetWork e in soli tre anni è diventata grande con transazioni pari a 10 milioni a fine anno – spiega Alberto Ba­ban, presidente di VeNetWork –. La cessione a Sardex consentirà agli aderenti di Venetex di entrare in un circuito nazionale con la possibilità di aumentare considerevolmente lo scambio dei propri prodotti e servizi e incrementare i fatturati. Siamo felici di accompagnare le aziende fino al momento in cui diventano mature e possono porsi obiettivi sempre più importanti. Per questo facciamo i migliori auguri a Circuito Venetex e alla sua nuova “casa”, Sardex».In questi primi 10 anni abbiamo visto Sardex diventare un’opportunità di crescita per gli ecosistemi imprenditoriali di tante città e regioni della Penisola – afferma Gabriele Littera, cofondatore e consigliere delegato di Sardex. L’operazione di cessione è stata possibile grazie al supporto dell’avvocato Massimiliano Campeis dello Studio Avvocati Campeis di Udine e del commercialista Renzo Berto dello Studio Berto.

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