L’agricoltura veneta vale 6,4 miliardi

0
139

Alla luce dei risultati ottenuti dal comparto agricolo veneto nel 2021, gli effetti economici negativi legati al Covid sembrano solo un ricordo lontano. Lo confermano i dati appena pubblicati da Veneto Agricoltura che, alla voce produzione lorda agricola complessiva, riportano un incoraggiante 6,4 miliardi di euro, in crescita del +2,9% rispetto al 2020.
“Un risultato positivo quello del 2021 – commenta l’assessore all’Agricoltura della Regione del Veneto, Federico Caner – che conferma la buona performance del comparto agroalimentare anche nel post-pandemia. L’azione regionale, attraverso gli interventi di sviluppo rurale ed in particolare le misure di supporto alla competitività delle aziende, insieme all’impegno e alla dedizione di queste e all’efficientamento del sistema di pagamenti gestito da AVEPA, si è tradotto in un gioco di squadra vincente, dimostrando la resilienza del sistema anche nelle difficoltà. Per l’anno in corso, invece, dobbiamo porre particolare attenzione alla situazione attuale, che tra guerra in Ucraina, emergenza climatica e lievitazione dei prezzi delle materie prime, non deve essere sottovalutata”.
Nel 2021, i risultati raggiunti dall’agroalimentare veneto avrebbero potuto essere ancora più interessanti, ma purtroppo al generale miglioramento dei prezzi di mercato ha fatto da contraltare un calo delle produzioni dovuto all’andamento climatico avverso registrato in primavera (gelate tardive) e in estate (siccità e alte temperature).
Di conseguenza, le coltivazioni erbacee hanno segnato una riduzione del valore del -0,8% mentre quello delle coltivazione legnose addirittura del -15,6% (a soffrire di più sono state le frutticole colpite dalle gelate di aprile). Per quanto riguarda gli allevamenti, si segnala un leggero miglioramento sia delle quantità prodotte che dei prezzi di mercato, per un valore della produzione del +5,6%.
Vediamo un po’ più nei dettagli l’andamento dei principali settori dell’agricoltura regionale.
Per il mais da granella la resa è scesa a 10 t/ha (-11%) e le superfici coltivate a 147.700 ha (-4%), determinando una produzione complessiva di circa 1,5 milioni di tonnellate (-14,6%). Per le colture industriali, la soia ha segnato una resa in forte riduzione (3 t/ha, -18,3% rispetto al 2020), ma considerato il lieve incremento degli investimenti (140.000 ettari, +3,3%), la produzione si stima possa scendere a circa 420.000 tonnellate (-15,6%).
Nel 2021 le superfici investite a colture orticole sono scese a circa 24.900 ettari, in calo del -8,5% rispetto all’anno precedente. Le orticole in piena aria, che rappresentano il 75% degli ortaggi coltivati in Veneto, hanno subito la flessione maggiore e si stima che la superficie coltivata si attesti su circa 17.100 ettari (-10,6%), mentre le orticole in serra si mantengono stabili a circa 4.090 ettari (-0,3%).
La superficie vitata è salita a circa 94.000 ettari (+1,3%) per una produzione totale di uva raccolta pari a circa 14 milioni di quintali (-0,3%). Alla crescita della superficie, si è associato un calo delle rese (-1,5% rispetto al 2020) che ne ha controbilanciato gli effetti, generando un deciso incremento delle quotazioni medie delle uve (0,74 €/kg, +27,6%).
Il Report di Veneto Agricoltura lancia anche un primissimo sguardo sull’agricoltura veneta nel 2022, che purtroppo si ritrova a fare i conti con una prolungata siccità, altissime temperature e la guerra in Ucraina, che getta incertezze sui mercati a causa dei costi energetici.