La politica molla le imprese

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“Diamo valore alla zona industriale di Padova”. È il titolo del manifesto che Confapi Padova ha presentato a seguito della riunione convocata dal Consorzio Zip per riunire le associazioni di categoria che sono più coinvolte nello sviluppo di un Piano Parcheggi nella zona. Un ulteriore momento di confronto, a cui l’Associazione delle piccole e medie industrie si è presentata con un dettagliato programma che sarà fatto girare nei prossimi giorni fra gli imprenditori. «Notiamo con un certo rammarico l’assenza della controparte politica all’incontro», evidenzia Andrea Tiburli, membro di Giunta di Confapi con delega alla Zona Industriale, «quando invece ci saremmo aspettati ben altra considerazione. Oggi si pone l’attenzione sul problema dei parcheggi selvaggi, ma è come guardare il dito che indica e non la luna: il problema non sono i parcheggi selvaggi, ma la mancanza di posti per i mezzi di chi lavora nell’area. Noi abbiamo raccolto le nostre idee e proponiamo soluzioni, ma ci chiediamo se davvero la questione interessi a chi ci amministra, perché se ne parla da anni ma non è mai stata affrontata sul serio. E se non si vuole farlo, allora ci si assuma la responsabilità politica di dire che il settore manifatturiero non è considerato un asset strategico della città. Perché questa è la sensazione che abbiamo». All’in­contro, Confapi ha presentato un suo programma , suddiviso in tre capitoli. Il primo affronta “cosa serve” all’area (in sunto: 1. un riordino complessivo della viabilità che consentirebbe di risolvere le emergenze contingenti; 2. nuovi parcheggi, con cambio destinazione delle banchine senza stalli a pagamento; 3. il potenziamento dei mezzi di trasporto pubblici; 4. misure in materia di manutenzione, dalla sede stradale ai marciapiedi, arrivando all’illuminazione e al mantenimento pulizia comprensoriale; 5. opere accessorie che rendano la zona pienamente vivibile, come la rigenerazione dei parchi verdi dell’Area Padovaland e del Parco Roncajette e la realizzazione di piste ciclabili, ad esempio nel comparto di Via Germania e su Via del Progresso e Corso Spagna). Il secondo tema è “cosa non serve”: 1. no a nuovi fardelli sulle attività produttive come i parcheggi a pagamento, che graverebbero sulle tasche di chi in quell’area lavora; 2. no alla prassi dello scaricabarile tra amministratori: il Consorzio Zip deve essere nelle condizioni di rispondere in maniera efficace ai problemi delle aziende facendo da sportello unico; 3. no all’attuale divisione amministrativa tra la zona a nord del Piovego – passata al Comune di Padova negli anni ’70 ed evidentemente trascurata – e la zona a sud rimasta di competenza del Consorzio Zip: serve un interlocutore unico. Infine le “proposte”. Come sottolinea Andrea Tiburli, «una razionalizzazione comprensoriale potrebbe liberare nuove risorse da destinare alla zona industriale senza dover ricorrere a fonti esterne.

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