La Cisl di fronte al lavoro polverizzato

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«Ci aspettavamo di arrivare al nostro Congresso, rinviato a quest’anno per il Covid, potendo dire finalmente di essere usciti dalla pandemia, fronte sul quale il miglioramento è oggi evidente e assodato. Mai avremmo immaginato di affacciarci alla scadenza con un’emergenza bellica sullo sfondo, profilatasi con una velocità sorprendente e un’escalation di violenze inaudite». Ha detto così Gianfranco Refosco, segretario generale di Cisl Veneto, aprendo la conferenza stampa di presentazione del XIII Congresso regionale dell’organizzazione, che si svolgerà in Fiera a Padova giovedì 10 e venerdì 11 marzo.
L’appuntamento chiama a raccolta 380 delegati, in rappresentanza degli oltre 400.500 iscritti, e arriva a conclusione di un lungo percorso snodatosi nei mesi scorsi, che ha visto numerose assemblee nelle aziende e poi i congressi dei territori e delle categorie. Nei due giorni di lavori, l’assemblea oltre ad eleggere i componenti del nuovo Consiglio generale, designerà il segretario generale e la Segreteria alla guida del sindacato per i prossimi quattro anni. Sarà inoltre un momento di bilancio e insieme di condivisione della linea politica del sindacato veneto, anche alla luce delle prossime sfide.
Primo sindacato della regione per numero di iscritti, Cisl Veneto è organizzata in cinque unioni sindacali territoriali (Belluno-Treviso, Padova-Rovigo, Verona, Venezia e Vicenza) e in ventuno federazioni di categoria che rappresentano i lavoratori dipendenti, disoccupati e pensionati di tutti i settori produttivi e di servizi. Escludendo la categoria dei pensionati, le tre federazioni con più tesserati attivi sono in Veneto Fisascat (commercio, ristorazione, turismo,…) con 46.206 iscritti, Fim (metalmeccanici) con 26.220 e Fp (pubblica amministrazione) con 25.046. Gli iscritti per province sono così suddivisi: 96.567 di Padova-Rovigo, 92.465 di Belluno-Treviso seguono i 77.738 di Verona, 71.219 a Venezia e infine Vicenza con 62.540. Negli ultimi anni le adesioni hanno visto crescere gli iscritti nei diversi settori del lavoro e ridursi quelle tra i pensionati. Fra i lavoratori associati (presenti quasi in uguale misura gli uomini e le donne), la fascia d’età più rappresentata è quella dei 46-55 anni con una percentuale sul totale del 34,3%, seguono gli over 55, il 28,5%, i 36-45 anni che costituiscono il 21,9%, e infine gli under 35 con il 15,3%. Dati che confermano il basso tasso di occupazione dei più giovani, e anche la bassa stabilizzazione dei rapporti di lavoro, fattore che normalmente porta a far crescere la partecipazione sindacale.
Con questi numeri importanti Cisl Veneto arriva al suo XIII Congresso, che ha come titolo “Ricomponiamo il lavoro”, a sottolineare l’impegno del sindacato per umanizzare il lavoro e riempirlo nuovamente di senso e di prospettiva: “In questi ultimi anni, dalla crisi economica globale del 2008 fino alla crisi del debito sovrano del 2012 per arrivare alla pandemia e ora la guerra, il lavoro è stato pesantemente colpito’’, ha concluso Refosco.