Il compromesso di Danilo Il ministro delle Infrastrutture Toninelli apre alla soluzione Marghera, individuando come progetto nell’immediato i terminal Fusina e Lombardia. Un tavolo tecnico per una rosa di proposte

Per il contestato passaggio della Grandi navi da crociera nel bacino di San Marco si va verso un compromesso su una proposta, sulla quale Regione Veneto e Comune di Venezia erano già d’accordo. Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha infatti aperto alla soluzione Marghera e individuando come soluzione nell’immediato i terminal Fusina e Lombardia. Le grandi navi fuori dal Bacino San Marco, ma le crociere restano a Venezia. Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli in lungo post su Facebook ha comunicato infatti alcuni aggiornamenti sul progetto di spostare il passaggio delle Grandi Navi, togliendole dal canale della Giudecca ed arrivando all’ «azzeramento progressivo dei passaggi di fronte a San Marco delle navi superiori alle 40 mila tonnellate». Una soluzione che egli stesso ha definito «provvisoria» e che farebbe rimanere le navi da crociera nel porto di Venezia. Il ministro ha incontrato in un primo momento i terminalisti e successivamente le compagnie crocieristiche. Il ministro Toninelli, sui social, ha anticipato infatti la proposta da parte del Clia (Cruise Lines International Association), l’associazione che rappresenta a livello mondiale l’industria delle Crociere, di azzerare progressivamente i passaggi di fronte a San Marco delle navi superiori a 40 mila tonnellate. Al tavolo al Mit, oltre all’Autorità di sistema portuale e al Direttore generale di Venezia Terminal Passeggeri, c’erano infatti i più alti esponenti di Clia, l’associazione che rappresenta a livello mondiale l’industria crocieristica. “Ci ha fatto piacere vederci riconosciuto un impegno sul tema che non si era mai visto con i governi precedenti – ha aggiunto il ministro -. Ecco perché il tavolo tecnico che ho insediato presso l’AdSP lavorerà per fornirci entro il prossimo mese un ventaglio di soluzioni immediatamente applicabili per gli approdi diffusi temporanei. Basti dire, ad esempio, che sulle banchine di Fusina e Lombardia si possono dirottare fino a un terzo delle navi che oggi approdano alla Marittima. E quasi tutte tra quelle di dimensioni maggiori. Proprio sullo scalo Lombardia, peraltro, abbiamo registrato con favore l’apertura di uno dei titolari del terminal”. Nel corso dell’incontro è stato annunciato anche l’insediamento di un tavolo tecnico per ricercare, entro agosto, una rosa di soluzioni immediatamente applicabili..«In ogni caso, – conclude Toninelli – l’unica cosa che non possiamo permetterci è non agire. Per il progetto definitivo serviranno alcuni anni e noi già ci stiamo lavorando da tempo, ma intanto bisogna dare subito un segnale alla città, al Paese e al mondo. Un segnale che vada oltre le pur efficaci ordinanze della Capitaneria che ha conferito maggiore sicurezza alla navigazione con il terzo rimorchiatore, con una riduzione della velocità lungo il Canale, misure più stringenti sulle condizioni meteo limite per il movimento delle navi in porto e un diverso scaglionamento di arrivi e partenze. I crocieristi di tutto il mondo meritano di godere ancora delle bellezze di Venezia. Venezia merita un turismo attento e sostenibile”.