Il clima condiziona l’agricoltura ma, l’export agroalimentare va I danni della cimice asiatica ammontano a circa 80 milioni

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Si è celebrata nella Basilica di San Zeno la 69ª Giornata del Ringraziamento provinciale. La tradizionale ricorrenza viene festeggiata dalla Coldiretti dal 1951 in tutta Italia con una manifestazione promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana (Cei) per rendere grazie per il raccolto dei campi e per chiedere la benedizione sulla nuova annata. L’appuntamento, a cui hanno partecipato centinaia di imprenditori agricoli, autorità civili e militari, è iniziato con il raduno dei mezzi agricoli davanti al sagrato della Basilica per essere benedetti verso le ore 20 al termine della celebrazione della messa, officiata dal vescovo Giuseppe Zenti. Quest’anno – evidenzia Coldiretti Verona – l’annata agraria è stata fortemente condizionata dai cambiamenti climatici con l’eccezionalità degli eventi atmosferici che è ormai diventata la norma anche a Verona. “I cambiamenti climatici – ha evidenziato Giuseppe Ruffini, direttore di Coldiretti Verona – sono anche la causa, insieme alla globalizzazione degli scambi portati nelle campagne italiane, dell’invasione di insetti e organismi ‘alieni’, come la cimice asiatica, che ha causato danni a Verona per circa 80 milioni di euro nell’ultimo anno, con gravissimi effetti sul piano ambientale, paesaggistico ed economico”. Un’altra problematica molto sentita dagli agricoltori – sottolinea Coldiretti Verona – è quella della fauna selvatica. Ma il presidente Daniele Salvagno si è detto orgoglioso che i prodotti agricoli veronesi siano sempre più apprezzati dai consumatori locali e stranieri. L’export di agroalimentare come vino, formaggi, olio, salumi e ortofrutta cresce, raggiungendo 1,5 miliardi di euro circa – ha aggiunto il presidente Salva­gno – Il riconoscimento sociale conquistato dall’agricoltura è il frutto del lavoro di generazioni che ha permesso all’Italia e alla nostra provincia di diventare una delle campagne più green d’Europa con un numero elevatissimo di prodotti alimentari tradizionali censiti, specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e vini Doc/Docg”. Anche la provincia veronese ha contribuito con 22.187 a raggiungere la raccolta di 1,1 milioni di firme di cittadini europei per chiedere alla Commissione Ue di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti.

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