Ferragosto, prenotazioni oltre il 50%

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http://troaa.fr/?karamelka=site-de-rencontre-s%D0%93%C2%A9rieux-entre-homme&f81=cf Una stagione estiva promettente per le mete turistiche del Veneto. Secondo l’Osservatorio Turistico Regionale Federato (OTRF), i dati delle prenotazioni per il Ferragosto 2022, sono, già a giugno, molto promettenti. Quasi da tutto esaurito. In generale, tutte le località turistiche del Veneto hanno già, infatti, registrato il doppio delle prenotazione sul 2021. Santa Rosa de Copán Nello specifico: sul litorale veneto i campeggi sono già al 85,2%, mentre il solo ricettivo (alberghi) al 47,8%; segue il ricettivo al lago che è al 54,3%, la montagna al 40,5%. Chiudono le città d’arte, che in pieno agosto pagano un po’ la scelta verso mete più fresche, e sono al 15,7% delle prenotazioni rispetto alla capienza delle camere. I grafici dinamici ed i report relativi agli indicatori di sentiment e reputazione online degli ultimi tre mesi, indicati nell’Osservatorio Turistico Regionale, rilevano che Verona, ha il primato rispetto a locali e ristoranti (89,5% di sentiment), oltre ad essere – naturalmente – il capoluogo veneto più amato dalle coppie con il 32,6%. “Il trend è di forte aumento di turisti, i numeri sono confermati anche dall’uso di treni, dalla società Autostrade e dall’aumento dei naviganti sul lago, così come i parchi divertimento sono presi d’assalto. Dovremmo tornare a numeri storici pre pandemia, in quanto la stagione turistica si è allungata partendo da aprile ad ottobre” dichiara Alessandro Torluccio, Direttore Confesercenti Verona.
Per una piena ripresa delle imprese del settore, Confesercenti Veneto rilancia anche una revisione del decreto flussi:
“In momento storico caratterizzato da grande incertezza e instabilità, il turismo si conferma come uno dei settori fondamentali per la ripresa economica” , spiega Cristina Giussani, Presidente Confesercenti Veneto: “se non ci sarà un’escalation nel conflitto in corso, sarà infatti un’estate molto positiva, con un recupero quasi totale dei volumi pre-pandemici in termini di presenze, ma addirittura con un fatturato superiore perché la propensione alla spesa pare superiore al passato”. “Esistono tuttavia altri fattori che possono impedire alle imprese di cogliere a pieno la ripresa: la corsa dell’energia sta erodendo i margini e aumentano i costi dei servizi offerti ai clienti, e evidente è la difficoltà di reperire mano d’opera. Per questo è necessario aumentare la presenza di lavoratori stagionali stranieri con una revisione del decreto flussi”.

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