ZONIN SI PRESENTA AI GIUDICI L’EX PRESIDENTE DELLA POPOLARE DI VICENZA, IMPUTATO PER IL CRAC DELLA BANCA

“Questo processo ci aiuterà a far emergere la verità, e sono qui per la prima volta in aula ma penso che sarò più presente per essere a fianco dei miei legali”. Lo ha detto Gianni Zonin, ex presidente della Popolare di Vicenza, imputato per il crac dell’istituto di credito, per la prima volta in aula bunker a Mestre dove da un paio di mesi si sta svolgendo il processo a carico degli ex vertici della Popolare berica. “Sono convinto che piano piano in questo processo emergerà la verità, e sono qui per collaborare», ha detto al Tgr del Veneto. L’ex presidente della banca vicentina ha poi sottolineato che “i clienti li abbiamo sempre aiutati, quelli che hanno perso sono stati i soci purtroppo, ma posso assicurare che non è colpa del consiglio della nostra banca”. Zonin ha quindi sottolineato amaramente che «nessuno si poteva immaginare che finisse così, è un dispiacere grande per tutti, per il Cda, per tutti dipendenti, ma penso anche per tanti clienti che non hanno più la loro banca”. Zonin ha seguito l’udienza in prima fila, davanti al collegio e a fianco dei suoi legali, con i quali ha spesso interloquito . Sul banco dei testimoni , chiamati da l l’accusa retta dai Pm Gianni Pipeschi e Luigi Salvadori, i funzionari che sono sta ti chiamati a rispondere a domande sulle cosiddette ‘operazioni baciate, ovvero mutui e prestiti in cambio del l’acquisto di azioni della Popolare di Vicenza . Titoli risultati poi sopravvalutate (intorno ai 70 euro l’ uno, a fronte d i un valore calcolato poi in centesimi) che ha portato al crack dell’istituto di credito. Non è la prima presenza di rilievo tra gli imputati. Alla precedente udienza ha assistito Giuseppe Zigliotto ex membro del cda della Popolare di Vicenza nonché ex presidente degli industriali veneti. Per sentire gli imputati bisognerà attendere diverse udienze, quando sarà esaurita la fase testimoniale. Il Tribunale di Vicenza procede a ritmi serrati, con due/tre udienze a settimana anche per otto ore. L’obiettivo dovrebbe essere quello di chiudere entro il 2020 il primo grado di giudizio, ma poi ci sarà l’appello e la Cassazione.