Vendemmia, c’è un generale ritardo

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“Questo Trittico sempre di più sta diventando un evento meno regionale e più nazionale, con la partecipazione delle regioni maggiormente coinvolte nella produzione viticola in Italia (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia e Sicilia), con un focus sui principali competitors esteri (Francia e Spagna). Questo grazie al supporto e alla collaborazione con il Crea Viticoltura ed Enologia, gli enti regionali Avepa e Arpav e le altre regioni del Nord Est, la Regione Friuli-Venezia Giulia e le provincie autonome di Trento e Bolzano”.
Così il direttore di Veneto Agricoltura Nicola Dell’Acqua ha introdotto il secondo focus del Trittico Vitivinicolo Veneto, “storico” evento (49^ edizione) organizzato da Regione del Veneto e Veneto Agricoltura con Avepa, Arpav, Crea-Ve e Uvive, dedicato alle previsioni della vendemmia in Veneto, nel restante Nord Est, nelle principali regioni vitivinicole italiane (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia e Sicilia), nonché in Francia e Spagna.
“Sempre di più – ha proseguito Dell’Acqua – dovremmo affrontare tematiche relative ad eventi meteorologici estremi: si ripresenteranno annate siccitose come il 2022, o annate particolarmente piovose come quest’anno. La viticoltura regionale e italiana sta dimostrando di essere in grado di affrontare queste situazioni climatiche che non sono neanche più dei cambiamenti, ma la realtà attuale. Problema principale di questa annata sono state le malattie fungine, a cui i viticoltori hanno saputo rispondere bene, con ottimi risultati, grazie a trattamenti sempre più mirati e precisi. Per questo in Veneto ci si attende rese produttive in leggero aumento, così come la produzione complessiva, anche per l’incremento delle superfici vitate”.
I dati previsionali quanti-qualitativi della vendemmia 2023 sono stati presentati on-line agli operatori vitivinicoli che come ogni anno attendono questo momento per inquadrare l’imminente vendemmia nei tre Paesi cardine della viticoltura europea e mondiale: Italia, Francia e Spagna, con focus particolare sul Veneto e un approfondimento sulle altre principali regioni italiane.
I fattori comuni che hanno caratterizzato, praticamente ovunque, l’annata vitivinicola in corso sono stati le frequenti precipitazioni e una maggior presenza di malattie fungine, che hanno inciso certamente sulla produzione vendemmiale nel Veneto, ma anche nelle altre aree vitivinicole, per un’annata che viene definita da più voci come “difficile”.
Nella provincia di Belluno la produzione viene prevista sostanzialmente in linea con quella dello scorso anno (+2/3%), salvo nelle zone colpite da grandinate. A Padova e Rovigo invece le previsioni sono più ottimistiche. A Venezia, ottima fertilità, numero di grappoli e ingrossamento degli acini fanno prevedere un aumento produttivo soprattutto per Glera e Chardonnay. Gli stessi effetti positivi, a cui si aggiunge l’entrata in produzione di nuove superfici vitate, si prevede sosterranno la produzione in maniera più significativa anche nelle province di Vicenza e Verona. A Vicenza è atteso un aumento dei quantitativi raccolti del +15% per tutte le varietà, mentre a Verona l’incremento di produzione dovrebbe attestarsi a circa il +10% per i principali vitigni coltivati e al +5/7% per le varietà minori, sia bianche che nere.