Tutti sul carro dei giochi 2026

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“Solo uno stolto non cambia idea, i 5 Stelle hanno l’opportunità di cambiare idea sul tema Olimpiadi, tendo la mano. È giusto che sul carro dei Giochi ci siano tutti”. Così il presidente del Veneto, Luca Zaia, come scrive l’Ansa, sul treno di ritorno da Losanna, dove lunedì Milano-Cortina ha conquistato i Giochi invernali 2026. “Può rientrare Torino? Io penso che il dossier per noi è chiuso così”, ha notato Zaia. Mi spiace veramente perché sono stato quello che ha lavorato fino alla fine per avere le tre città, poi non posso dimenticare che con Torino c’erano i finanziamenti e senza no. Però direi di girare pagina e fare in modo che tutti adesso si lavori per le Olimpiadi”. “Adesso ci vuole orgoglio nazionale. I 5s in Lombardia dicono ‘sono le nostre Olimpiadi’, e per me è positivo, è giusto che si riveda anche il tema dei finanziamenti a livello nazionale. Ora in Italia non si parla più di spread, lettera all’Europa, Pil, crisi ma di Olimpiadi -ha notato ancora Zaia. Il popolo sta dando delle indicazioni”. C’è poi fin da subito la gestione di Milano-Cortina 2026. “Non deve diventare un ufficio complicazione affari semplici”. Lo sottolinea il presidente Zaia. “Si approfitti anche a livello nazionale, basta con l’odio sociale di chi vede ladri dappertutto: è giusto che si facciano i controlli e bene, ma i controlli in questo momento rischiano di bloccare il Paese, iniziamo ad avere funzionari che non firmano più per paura. Dobbiamo pensare a un approccio nuovo – ha spiegato Zaia -. Faremo a breve incontri, sette anni sono tanti ma due righe in una pagina di storia”. Intanto resta la soddisfazione anche per la presentazione finale. “Abbiamo risparmiato 14 secondi sui tempi che ci ha dato il Cio, noi abbiamo fatto gli svedesi e loro gli italiani – ha sorriso il governatore -. Siamo stati precisi. Abbiamo fatto una scelta controcorrente dal punto di vista scenico, con i duetti”. Ma c’è anche chi ci tiene a restare fuori dal coro come Rifondazione Comunista Veneto e il Comitato No-Olimpiadi invernali. In tutta la narrazione sulle Olimpiadi invernali, da parte dei principali protagonisti, si legge in una nota, una cosa è stata accuratamente oscurata: Milano-Cortina e Stoccolma si sono trovate a competere perché tutte le altre città/sedi che si erano proposte si erano via via ritirate. Il fuggi fuggi è stato pressoché generale non appena fatto il calcolo costi/benefici, la valutazione sui diversi impatti, anche ambientali, delle opere necessarie, il bilancio delle passate Olimpiadi Invernali. Stoccolma rimase in campo per volontà del governo nazionale e con scarso entusiasmo del governo cittadino. In Italia invece, paese dalla memoria corta, l’entusiasmo per le grandi opere e i grandi eventi è assolutamente bipartisan: centrodestra e centrosinistra. Il Veneto, la nostra montagna, hanno bisogno di altro piuttosto che di grandi eventi, che lasciano pochi soldi nel territorio e che non risolvono le cause strutturali dell’abbandono delle popolazioni nelle aree marginali. “Oggi non abbiamo niente da festeggiare, ma avremo sicuramente un conto salato da pagare”.

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