STUPRA UN BAMBINO PESTATO A SANGUE

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Ci sono le ingiurie, comprese nel capo di imputazione redatto ai danni del padre del piccolo e dello zio. Ingiurie. Per avere gridato – chiaramente secondo la ricostruzione accusatoria – al nonno materno e a conoscenti suoi “Siete dei pedofili”. Nonno condannato in primo grado a otto anni per lo stupro del nipotino, rispettivamente figlio e nipote dei due fratelli imputati. In realtà le imputazioni non si esauriscono qui. I due, padre e zio del piccolo, avrebbero infatti pestato a sangue il 63enne del Basso Polesine che in seguito ha incassato quella pesante condanna, seguita da una a 18 mesi per stalking, sempre ai danni del piccolo. Lo avrebbero preso a calci, pugni e mazzate, dopo avergli tagliato la strada in auto, costringendolo a fermarsi. Le ipotesi di reato sono quindi lesioni personali per il naso rotto e gli altri traumi, violenza privata per il presunto abbordaggio in auto, e danneggiamento perché qualche colpo sarebbe finito pure sull’auto del 63enne. Sono stati ascoltati il padre e lo zio, che hanno raccontato una versione dei fatti molto differente, spiegando come sarebbero stati loro a venire attaccati dal nonno, che sarebbe stato determinato a riprendersi il piccolo. Il padre in particolare ha detto di essere stato preso per il collo e che anche la sua auto sarebbe stata danneggiata dall’aggressione del 63enne. Il padre non ha negato che possa avere rotto il naso al nonno, precisando però di non avere avuto intenzione di colpirlo, ma di volersi solo liberare. Una volta terminata l’audizione dei due imputati, il giudice ha espresso la necessità di rinviare l’udienza.

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