Spazi aperti per gli spettacoli così si riparte con la cultura

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Dopo il blocco totale delle attività dettato dall’emergenza coronavirus, le disposizioni delle autorità pubbliche sono state assai caute nell’indicare possibilità e modalità di riapertura per spazi culturali: circoli e locali per lo spettacolo dal vivo, teatri, cinema e festival. Sappiamo che almeno per qualche mese lo spazio pubblico, lo spazio all’aperto , potrà essere un buon asset da cui partire per attivare spazi culturali in sicurezza. Si deve andare nell’ottica di moltiplicare gli spazi culturali all’aperto nelle città, facilitando quindi che non ci siano troppe persone nello stesso spazio condiviso. Ma sappiamo anche che ci dobbiamo organizzare fin da oggi per mettere in sicurezza gli spazi al chiuso per la ripartenza della programmazione invernale. Questo è un documento rivolto alla Regione Veneto che in queste settimane sta lavorando alla variazione di bilancio regionale. Tante regioni hanno già stanziato per il mondo culturale risorse specifiche e attivato progetti dedicati per resistere e ripartire convivendo con l’emergenza Covid. Questo è un documento sottoscritto da tanti operatori, rappresentanti di spazi culturali e lavoratori della cultura di diversa natura della Regione Veneto che hanno a cuore che questo settore strategico non sia destinato a morire. I mondi della cultura in Veneto sono vivi ed attivi. La loro incidenza in termini produttivi è molto superiore alla media italiana (6% del PIL) e si avvicina al 10% . A fronte di questa creazione di valore, lo stanziamento pubblico a livello regionale, in costante diminuzione negli anni, è arrivato nell’ultimo esercizio a valere lo 0,28% della spesa complessiva. E’una sproporzione immensa ed evidente; e l’emergenza in corso non fa che rendere più impattante questa insufficienza di politiche pubbliche.
Mettiamo in luce questi dati per dire una cosa importante: la cultura è socialità, è costruzione di identità, appartenenza e senso civico, è piacere del bello: è risposta ad un bisogno umano tanto essenziale quanto quelli di nutrirsi e di essere protetto. Ma è anche economia; soprattutto, è anche lavoro . Sé non vogliamo perdere tutto questo, sé non vogliamo che i lavoratori della cultura, a tutti i livelli della filiera, siano costretti ora o fra poco a fare altro, occorre un intervento reale, intelligente ed incisivo.
Sono 5 le proposte che chiedono: la cultura è socialità, è costruzione di identità, appartenenza e senso civico, è piacere del bello: è risposta ad un bisogno umano tanto essenziale quanto quelli di nutrirsi e di essere protetto. Ma è anche economia; soprattutto, è anche lavoro.