Sostegno alle strutture assistenziali per anziani e disabili

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MANUELA LANZARIN POLITICO

La Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore alla Sanità e alle Politiche sociali, Manuela Lanzarin, ha rinnovato l’impegno a sostenere gli enti che, nel settore sociale e sociosanitario, intendono adeguare i propri immobili nei quali sono assistiti cittadini anziani e persone con disabilità. Il bando sarà pubblicato nei prossimi giorni e avrà una dotazione complessiva di 24.870.000 euro.
Con questa misura, la Regione del Veneto si prefigge principalmente di dare un sostegno agli enti per adeguare gli immobili alla disciplina antincendio, antisismica, ed in generale di miglioramento degli spazi per erogazione dei servizi per garantire e migliorare gli standard come previsto da una specifica legge regionale. Un provvedimento che, inoltre, va incontro alla necessità degli enti di completare quegli interventi di ristrutturazione già in corso e affrontare un ulteriore stralcio funzionale al progetto.
Il finanziamento è mirato, quindi, ad alimentare il fondo di rotazione, garantendo liquidità che consenta di cantierare le opere. I fondi saranno anticipati dalla Regione per essere restituiti dai beneficiari nell’arco di 15 anni, in rate uguali, sulla base di un apposito piano, senza gli oneri degli interessi.
Per questi progetti l’ente deve aver maturato un’esperienza di almeno 5 anni nell’ambito dei servizi sociali o socio-sanitari. Il fondo contribuisce a una copertura della spesa ammessa dal bando fissata all’80%, tranne che nei casi delle IPAB, non commissariate, per cui la copertura è del 100%. Il contributo massimo è così fissato: 1.000.000 per il settore anziani, 500.000 per il settore disabili, 200.000 per i progetti innovativi. Sono esclusi progetti di valore inferiore ai a 100.000 euro.
“Si tratta – spiega l’assessore Lanzarin – di importanti risorse che andranno impiegate per migliorare la qualità dei centri servizi rivolti ai nostri anziani. Il 75% delle risorse, infatti, sarà dedicato a questa categoria. Il 25% è rivolto al mondo della disabilità, di cui il 5% sarà dedicato a chi già svolge attività a vantaggio di persone disabili in modo da ampliare l’offerta della vita fuori casa. Ad esempio, iniziative nell’occupabilità come laboratori di cucina, di pasticceria, spazi per l’orticoltura e per il commercio dei prodotti. Ma anche progetti che si interessano della vita residenziale come le forme di abitare leggero, di impegno nel tempo libero e di esperienze volte all’inclusione. È data così un’occasione per un ulteriore cambiamento di passo verso quei progetti innovativi che sono volano di una qualificazione dei servizi già esistenti nei nostri territori”.