Soldi dei veneti, deciderà la Consulta

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LUCA ZAIA REGIONE VENETO

Primo incrocio istituzionale tra il presidente della Regione Veneto, il leghista Luca Zaia, e il governo di Giorgia Meloni. Il governo, infatti, ha deciso di contestare la legge di stabilità del Veneto. Si tratta dell’equivalente della legge di bilancio, cioè una norma con cui la Regione decide come investirà la maggior parte delle sue risorse economiche nell’anno successivo. In questo caso, il problema del governo è che il Veneto nel 2023 vuole tenersi troppi soldi che invece spetterebbero allo Stato (secondo il governo). Puntuale è arrivata l’indicazione del presidente leghista. “Nel mio oggetto sociale-dice- c’è scritto che devo occuparmi degli interessi dei Veneti. È esattamente quello che ho sempre fatto, nel momento in cui mi è stato affidato il Governo della Regione. In tutti questi anni ci sono state impugnative da parte di Governi di diversi colori politici: correttamente nessun esecutivo si è mai sottratto, se necessario, ad avviare una discussione con il Veneto su specifici provvedimenti. Nel caso in questione, che riguarda aspetti molto tecnici sul recupero di somme oggetto di controlli fiscali, restiamo convinti che la parte di provvedimento impugnata sia destinata a tutelare gli interessi dei Veneti, per cui andiamo avanti. Sarà la Corte Costituzionale a dover decidere: andremo infatti dinnanzi alla Consulta per ribadire la correttezza di quanto abbiamo proposto”. Sulla legge regionale presentata alla fine del 2022 il Consiglio del Consiglio dei Ministri non ha posto alcuna impugnativa sulla decisione di tagliare le imposte agli istituti che si occupano di anziani. “Il Consiglio dei Ministri ha oggi tolto ogni possibile veto alla manovra, rinunciando ufficialmente a impugnare questa norma, che abbiamo voluto con forza in questo momento di grave difficoltà economica e finanziaria che stanno attraversando le IPAB, fra costi energetici, incremento generalizzato di tutti i costi operativi a causa della spinta inflativa in essere”, aggiunge Zaia. “Prosegue ora, nella massima serenità, il lavoro a fianco dell’esecutivo su numerose tematiche. Per i temi oggetto di impugnativa, i tecnici regionali sono già al lavoro per approfondire ulteriormente la materia, attendendo una pronuncia della Corte Costituzionale dove porteremo fino in fondo le nostre ragioni”, termina il Presidente Zaia.