SI GIOCA L’INCASSO DEI CLIENTI, PERDE E INVENTA UNA RAPINA

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Tutta colpa del vizio del gioco. Non è stata una semplice giustificazione, ma la dura verità confessata appena un’ora dopo aver finto di essere rimasto vittima di una rapina. Il motivo? Coprire d’aver sperperato alle slot machine il denaro che aveva ricevuto dai clienti. Condotte che sono costate un processo e una condanna a sei mesi di reclusione per l’accusa di simulazione di reato a un 40enne coneglianese. L’uomo, un ex dipendente della Bofrost, aveva appena finito di effettuare le consegne della giornata e nel portafogli che teneva nella tasca della giacca aveva circa 1500 euro, il corrispettivo dei vari pagamenti dei clienti. Dopo aver perso tutto alle slot e, non sapendo come giustificare quello che aveva fatto, si è recato alla stazione dei carabinieri di Cison di Valmarino, dicendo di essere stato rapinato da due uomini i quali, al termine dell’ultima consegna, si sarebbero nascosti dietro il furgone e lo avrebbero colpito con due pugni al volto prima di portargli via il portafoglio con l’incasso della giornata. Sporta la denuncia, il 40enne si è diretto prima in ditta e poi a casa ma i sensi di colpa sono stati più forti. Un’ora dopo è tornato dai carabinieri raccontando la verità.

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