Riaprire le scuole d’infanzia: c’è un piano sperimentale

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Il Veneto ha elaborato un protocollo unico per i servizi per i bimbi 0/6anni per sperimentare la riapertura di nidi e centri per la prima infanzia, in forma ludico/ricreativa.
Il documento, messo a punto con il sostegno della Direzione regionale prevenzione sanitaria, è stato presentato ad Anci, Fism, Confcooperative, Assonidi-Confcommercio, Aninsei-Confindustria e Federazione dei pediatri di base, da Manuela Lanzarin e Elena Donazzan, assessore rispettivamente alla Sanità e al sociale e alla Scuola e lavoro.
“Siamo pronti a condividere la nostra bozza con le altre Regioni e il Governo, e a confrontarci con le linee guida nazionali attualmente in discussione nei ministeri per l’Istruzione e la Famiglia, al fine di facilitare il rientro al lavoro dei genitori e il ritorno alla normalità per i più piccoli – ha premesso Manuela Lanzarin – Il nostro intento è di avviare quanto prima esperienze pilota, con l’avallo della comunità scientifica, perché siamo consapevoli che famiglie e bambini non possono attendere. Ci rendiamo conto che tutto ciò avrà un notevole impatto sui costi delle strutture e sull’impegno delle famiglie, ma siamo anche pronti ad attivare ogni risorsa e a fare pressione sul Governo perché ci sia un adeguato sostegno economico”.
“Il robusto lavoro di programmazione svolto dal Veneto, a partire dal protocollo sanitario unico, può costituire una ottima base di lavoro anche per le altre regioni, ma, sia chiaro – ha sottolineato Elena Donazzan – servono risorse aggiuntive, sia per adeguare le strutture, sia per ampliare gli organici. I gestori, pubblici e privati, non possono essere lasciati soli nel fronteggiare i maggiori oneri. Servirà quindi un adeguato intervento da parte dello Stato”.
Il programma di riapertura progettato dal Veneto è strettamente collegato alla situazione epidemiologica e vincolato ad uno stretto monitoraggio sanitario. Le riaperture dei servizi per i 0-6 anni potranno partire, in via sperimentale, nelle province dove la circolazione del virus risulta inferiore, cioè Venezia e Rovigo, per poi estendersi progressivamente alle altre realtà provinciali, ultime in ordine di tempo Verona e Belluno, dove gli indici di contagio al momento risultano maggiori. “Le prime riaperture – ha evidenziato l’assessore alla Sanità – dovranno essere accompagnate con campagne di test rapidi (tamponi e test sierologici) su dipendenti e genitori, per garantire la massima sorveglianza e sicurezza sanitaria”.
Il protocollo prevede uno specifico ‘patto di responsabilità’ tra genitori e strutture, che impegna genitori ed educatori a tenere alta la guardia della sorveglianza sanitaria e a comunicare eventuali sintomi-spia di contagio che si manifestino in famiglia, sia tra i minori sia tra gli adulti.
L’organizzazione dei servizi dovrà prevedere piccoli gruppi stabili di 5 bambini con un educatore di riferimento: il principio del nucleo educativo stabile faciliterà il monitoraggio epidemiologico.