PO BELLO E AVVELENATO, MA NON È IL SOLO Editoriale

Il Po. Il più grande, il più bello, il più lungo fiume italiano è ammalato. Questo si sa da tempo, non si sa invece che è moribondo. L’Arpav, l’agenzia regionale preposta al controllo delle nostre acque, ha riscontrato la presenza nel grande e bellissimo corso fluviale di C604, un Pfas di nuova generazione. E questo conferma che il problema dell’inquinamento di fiume e falde non interessa solo la zona adiacente alla fabbrica Miteni nel Vicentino, ma tutto il Paese. Ormai i veleni nelle falde non sono più una questione locale. Il fenomeno è di portata nazionale. Per quanto riguarda la nostra regione l’Arpav ha registrato contaminazioni di sostanze perfluoroalciliche a Verona, Vicenza e Padova in forme rilevanti. E non si tratta solo di inquinamenti derivanti dal sito dell’azienda Miteni, bensì dalla regione del bacino padano idraulico a monte dove è stata ritrovata una concentrazione elevatissima: pari a 80 nanogrammi per litro. Esattamente in prossimità di Castelmassa nel Polesine. Necessita un intervento urgente del Governo come ha già chiesto da tempo il Veneto che ponga limiti e controllo rigidissimo, in modo da tracciare una linea di controllo insuperabile per evitare che si arrivi a condizioni di inquinamento e avvelenamento peggiori.