Per l’accesso al credito bisogna sburocratizzare

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Unioncamere del Veneto ha fatto il punto sugli effetti della crisi economica causata da Covid-19 e sulle possibili misure per far ripartire il tessuto economico imprenditoriale del Veneto. All’incontro hanno partecipato, inoltre, i presidenti delle altre Camere di Commercio, il segretario generale di Unioncamere Veneto, Roberto Crosta, e l’assessore regionale allo sviluppo economico , Roberto Marcato.
Nell’apertura dei lavori il presidente Mario Pozza ha sottolineato ancora una volta le enormi difficoltà della crisi che stiamo attraversando: “l’emergenza è sicuramente sanitaria perché riguarda la salute dei cittadini, ma il Veneto ha dimostrato di avere un sistema sanitario d’eccellenza a livello mondiale. Si tratta di un modello per strategia e programmazione e questo è merito della Regione del Veneto e di tutti gli operatori sanitari che stanno facendo un lavoro straordinario”.
Il presidente di Unioncamere ha, poi, ha fatto il punto sulla situazione del sistema economico: “è in modo evidente un’emergenza anche economica che sta mettendo in ginocchio il sistema Veneto e di conseguenza l’intera economia nazionale affossando il Pil. In questo contesto le Camere di Commercio stanno lavorando h24 e rappresentano il “pronto soccorso delle imprese”. Infatti stiamo dando supporto alle istituzioni, dalla Regione alle Prefetture, per permettere alle nostre aziende di continuare a lavorare ottenendo il codice Ateco necessario per mantenere la continuità produttiva. Oggi le 550 mila imprese hanno una certezza: istituzioni e le Camere di Commercio stanno facendo squadra e sono al loro fianco”. Pozza ha indicato nella fase conclusiva del suo intervento alcune priorità su cui intervenire: “ci sono interventi che non sono un’opzione, ma una necessità e riguardano, in particolare, l’accesso al credito e la sburocratizzazione. Si tratta di due fattori collegati perché la burocrazia, purtroppo, rischia di essere un freno pericolosissimo alle misure messe in campo rendendo vani gli sforzi per aiutare gli imprenditori”.
Sulla necessità di sburocratizzare è intervenuto anche il segretario generale di Unioncamere Veneto, Roberto Crosta. Il segretario generale ha anche esposto un dettagliato quadro sui dati negativi che riguardano l’economia veneta con un particolare riferimento all’export: “i campanelli d’allarme per le imprese venete li avevamo già riscontrati a pochi giorni dall’inizio dell’emergenza a fine febbraio, grazie ad un’indagine ad hoc de nostro Ufficio Studi su 3000 aziende, con il 27% delle imprese che aveva già sospeso la produzione ed una su cinque che denunciava difficoltà di approvvigionamento di materiali e forniture provenienti dalla Cina. L’export rischia di essere schiacciato dall’emergenza perché da una prima proiezione nelle zone definite rosse la perdita già oggi si attesta al 20%.

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