Pedemontana, Veneto parte lesa L’annuncio dato dal presidente Zaia “in caso di rinvio a giudizio”. L’incarico affidato al professor Emanuele Fragasso. Critico Zanoni (Pd):”Il governatore ha dato una risposta su tre”. Ok alla mozione

“In un Paese civile c’è l’obbligo di rispettare il lavoro della Magistratura. L’istituzione regionale non può costituirsi parte civile fintantoché non c’è il rinvio a giudizio. Noi abbiamo piena fiducia nel lavoro di indagine della Procura della Repubblica. la scorsa settimana la Giunta ha comunque provveduto a dare incarico al professor Emanuele Fragasso di tutelare la Regione dal punto di vista penale, qualora vi siano sviluppi nelle indagini sui cantieri della Pedemontana Veneta”. E’ quanto ha affermato il presidente del Veneto Luca Zaia, intervenendo nella seduta straordinaria del Consiglio veneto convocata su richiesta delle opposizioni per verificare l’esecuzione e la qualità dei materiali impiegati nella realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta, a seguito del quarto sequestro disposto dalla Procura della Repubblica sui cantieri dell’infrastruttura. “Le verifiche sulla galleria di Malo e sull’impiego di materiali nei cantieri della Superstrada Pedemontana Veneta sono in corso – ha ribadito Zaia – e vi confermo che non accetteremo la consegna dell’opera fintatochè non saranno conclusi i collaudi. Ricordo che i collaudatori (che sono tecnici, amministrativi e statici) rispondono alla Giunta regionale. Se qualcuno ha sbagliato dovrà pagare. Ma non possiamo fare i processi prima delle indagini. Stiamo seguendo la vicenda, con tutta la delicatezza del caso. Sarà la Procura a fare chiarezza, abbiamo piena fiducia nei giudici. Anzi, consegneremo al Procuratore della Repubblica anche il verbale della discussione odierna, qualora possa fornire ulteriori elementi utili”. Ma per il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni “alla fine da Zaia è arrivata una risposta su tre: la Regione si costituirà come parte offesa nel procedimento penale e come parte civile nell’eventuale processo collegato al sequestro della galleria di Malo, ma non ha detto niente sui controlli straordinari lungo l’intero tracciato per verificare che i lavori siano fatti a ‘regola d’arte’ e che i materiali utilizzati rispondano alle previsioni dei capitolati; così come non c’è stata chiarezza sui provvedimenti per tutelare la sicurezza delle condizioni di lavoro e garantire i livelli occupazionali. Siamo però soddisfatti perché la nostra mozione alla fine è stata approvata all’unanimità. Ho ascoltato con attenzione l’intervento di Zaia che su 20 minuti ne ha dedicati appena cinque all’oggetto del Consiglio, il resto è andato fuori tema”. Finora, lo ricordiamo, ci sono stati quattro sequestri nei cantieri e, purtroppo, due morti sul lavoro. C’è poi poi il costo ingente per le casse pubbliche: 614 milioni è il contributo statale, altri 300 arrivano dai contribuenti veneti.