Nel Veneto 6 mila persone senza dimora

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Non se ne parla, eppure il problema resta in tutta la drammatica evidenza, tanto che nemmeno i dati ufficiali riescono a restituirne un quadro preciso. E proprio oggi 17 ottobre è la giornata internazionale per la lotta alla povertà. L’in­troduzione del Reddito di Cittadinanza non ha risolto il problema della povertà assoluta in Veneto che, al contrario, continua a persistere: l’ultima rilevazione conta quasi 6.000 persone senza fissa dimora nella nostra Regione ma si tratta di un numero che sottostima largamente il fenomeno, dove – solo per fare alcuni esempi – accanto ai richiedenti asilo cui è stato negato il permesso di soggiorno si trovano famiglie disgregate, uomini senza più un lavoro o persone le cui reti di protezione informale non hanno retto nei momenti di crisi. L’Alleanza contro la povertà del Veneto – di cui è portavoce Cristian Rosteghin -che ha riconosciuto nel Piano regionale di contrasto alla povertà l’avvio di un processo organizzativo, e prima ancora di approccio culturale, importante- presidia i tavoli in cui si sta cercando di delineare un sistema integrato di approccio e una rete di servizi territoriali capace di realizzare la presa in carico multidisciplinare dei nuclei in condizioni di povertà, a prescindere dal loro essere o non essere beneficiari del Reddito di Cittadinanza. Gli eventuali risparmi di spesa – dovuti ad un minore numero di beneficiari rispetto alle stime iniziali – vanno indirizzati alla necessaria rimodulazione della scala di equivalenza, che ora penalizza i nuclei numerosi e con minori, e all’estensione della misura ai cittadini stranieri, spesso discriminati a causa delle certificazioni richieste. Forte soprattutto dell’esperienza concreta delle organizzazioni aderenti che in molti casi sono impegnate in prima linea nell’incontro e nell’aiuto dei poveri e degli “invisibili”, l’Alleanza ritiene che sia indispensabile non perdere mai di vista l’importanza di costruire legami e relazioni di prossimità con chi vive in situazione di grave marginalità. Questo impegno fondamentale va di pari passo con l’attività die servizi sociali del territorio che sempre più stanno qualificando la loro presenza e risposta. Solo con un passo fraterno, che esce dalla dinamica dell’assistenza e modifica le posizioni di forza per aprire un dialogo autentico, si può riaccendere la volontà e la forza di migliorare il proprio futuro. Nelle prossime settimane l’Alleanza contro la povertà in Veneto sarà tra l’altro impegnata in una campagna rivolta a tutte le amministrazioni comunali per ricordare e ribadire il diritto di residenza sancito per legge, da riconoscere a tutti coloro che sono presenti con continuità sul territorio. La pratica dello “scaricabarili” tra comuni – benché comprensibile dal punto di vista economico – non è ammissibile, i giochi sui confini nemmeno, perché tutto questo inficia l’accesso alle misure di sostegno ed ancor di più ai diritti fondamentali, sociali, civili, politici, oggetto della più alta protezione nel nostro ordinamento. Il Tavolo regionale dell’Alleanza contro la povertà in Veneto è composto da: Acli Sede Regionale del Veneto, Anci Veneto, Associazione Banco Alimen­tare del Veneto onlus, Azione Cattolica delegazione veneta, Caritas delegazione veneta, CGIL Veneto, CISL Veneto, UIL Veneto, CNCA, Con­fcooperative -Federsolidarietà Veneto, Federazione Nazio­nale Società di San Vincenzo de Paoli – Coordinamento Interregionale Veneto Trentino, Federazione Italiana Orga­nismi Persone Senza Dimora, Forum Regionale del Terzo Settore, Sant’Egidio, Save the Children, Umanità nuova – Movimento dei Focolori.

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