MARIEM ARRUOLATA NELL’ISIS “ORA PUO’ TORNARE AD UCCIDERE”

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Meriem Rehaily «aveva da tempo maturato la decisione di intraprendere la Jihad violenta» e, sulla base degli atti raccolti dai carabinieri del Ros, nel corso dell’inchiesta coordinata dal pm Francesca Crupi «deve ritenersi pienamente integrata la materialità del reato contestato», quello di arruolamento nelle fila dell’Isis, con finalità di terrorismo. Lo scrive il giudice per le indagini preliminari Roberta Marchiori nell’ordinanza di custodia cautelare emessa prima del rinvio a giudizio della ventunenne marocchina (fino al 2015 residente assieme alla famiglia ad Arzergrande, in provincia di Padova) disposto mercoledì scorso.  Le ultime not­izie di Meriem, tutt’ora latitante, sono arrivate da Raqqa, in Siria, dove la ragazza era ospite di una casa di sole donne «alle quali vengono quotidianamente impartite lezioni sul Corano e sull’utilizzo teorico e pratico delle armi per andare a combattere». Circostanza dalla stessa raccontata, nell’agosto del 2015, ad un’amica, ex compagna di scuola all’istituto tecnico di Piove di Sacco. «Qui sto vivendo da Dio, perché ho trovato quello che ho sempre sognato», scriveva Me­riem in un messaggio inviato su Whatsapp…

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