LISTE D’ATTESA, LITE SUI DATI SULLA SANITÀ BOTTA E RISPOSTA E COLPI BASSI

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“Dopo Gimbe, che con dati non del tutto aggiornati, aveva accusato il Veneto di non essere trasparente sulle liste d’attesa ,quando proprio il Veneto non solo le monitora e le rende disponibili, ma ha anche attivato un’App che in tempo reale consente al cittadino di verificare i tempi d’attesa nei Pronto Soccorso dei diversi ospedali, ora a puntare il dito contro la sanità veneta è il rapporto Osservasalute. Dal documento, cui è stata data ampia diffusione, risulterebbe che c’è un aumento delle morti sepsi-correlate negli anni 2003 – 2016 e che i numeri del Veneto sarebbero addirittura 3 volte superiori a quelli, per esempio, della Campania. Sono dati che mancano quanto meno di trasparenza, la cui quasi contemporaneità lascia immaginare che qualcuno voglia per forza mettere in cattiva luce la sanità del Veneto”. Lo sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Veneto, Manuela Lanzarin dicendosi “amareggiata” dai contenuti di due “rapporti” nazionali appena diffusi, “che lasciano trasparire inefficienze assolutamente non veritiere sul nostro sistema sanitario”. “Nel caso delle morti sepsi-correlate – dice l’assessore – è la trasparenza che fa la differenza: il Veneto da anni monitora con tempismo i decessi sepsi-correlati ed è in grado di avere una mappa dettagliata di quanto accade negli ospedali. Cosa che altre Regioni non fanno. Motivo per cui in tutte le regioni del Nord i dati risultano più alti che altrove. E’ quindi evidente che fare un paragone tra una Regione che mette nero su bianco tutti i propri dati e una che non ha registri aggiornati non è possibile né corretto”.“Peraltro – prosegue l’esponente di Palazzo Balbi – è lo stesso Osservasalute a riportare come la mortalità sepsi-correlata sia un indicatore che dipende fortemente dall’attenzione alla compilazione della scheda ISTAT di morte e a scrivere testualmente che ‘Tali differenze, qualora fossero legate alla maggiore attenzione da parte delle strutture ospedaliere nel riportare e certificare le cause di morte sul certificato, potrebbero in parte spiegare il gap territoriale della mortalità sepsicorrelata’. Ma allora, se questo è vero, i dati non andavano pubblicati e non si dovevano quindi fare confronti. Per quanto riguarda la Regione del Veneto, l’attenzione alla mortalità per sepsi precede di gran lunga l’ultimo Rapporto Osservasalute. “L’impressione a questo punto – conclude l’Assessore Veneto – è che non si stia più parlando di buone o cattive pratiche sanitarie, ma si voglia in qualche modo mettere in cattiva luce un sistema sanitario che riesce a offrire un altissimo livello di cure ai propri cittadini, non avendo mai applicato l’addizionale Irpef e riuscendo ogni anno a portare il bilancio in attivo. Gettare ombre sul buon lavoro di donne e uomini che quotidianamente s’impegnano per far funzionare al meglio gli ospedali è un esercizio inaccettabile”.

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