Lavoro “nero” al ristorante: denunciato

0
216

I Finanzieri del Comando Provinciale di Vicenza, nell’ambito delle attività di polizia economico-finanziaria finalizzate al contrasto del sommerso da lavoro, hanno rilevato plurime infrazioni in tema di lavoro “nero” e “irregolare” nonché in materia di immigrazione clandestina.
I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Schio – insieme con funzionari dell’Ispettorato territoriale del Lavoro di Vicenza – sono entrati in un sushi restaurant sito nel comune di Zanè. Nel corso dell’attività si è appurato come cinque dipendenti, su un totale di dodici presenti al momento del controllo, fossero impiegati senza la preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro.
Nel dettaglio, è stato rilevato come i lavoratori venissero impiegati in qualità di camerieri, cuochi o lavapiatti: di questi, tre risultavano sprovvisti di qualsiasi documento contrattuale, mentre per due di loro non era stata effettuata la proroga del contratto di lavoro preesistente.
Pertanto, nei confronti dell’esercizio commerciale è stato disposto, attesa la presenza di lavoratori in nero in misura superiore al 10% della totalità di quelli presenti, il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale e l’irrogazione delle previste sanzioni amministrative quantificabili in circa 15 mila euro.
Nel corso del controllo è emerso, inoltre, l’impiego di un lavoratore straniero senza permesso di soggiorno – già destinatario di un decreto di espulsione del Prefetto di Biella nonché di un ordine di allontanamento da parte del Questore di Torino. Pertanto, è stata redatta apposita comunicazione di notizia di reato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza, con la quale sono stati deferiti sia il titolare dell’attività – per impiego di manodopera clandestina – che il lavoratore – per inosservanza dell’ordine di allontanamento emesso dal Questore – per quanto previsto dal Testo Unico sull’Immigrazione.
L’attività svolta si inquadra nella più ampia azione condotta dalla Guardia di Finanza, in collaborazione con l’Ispettorato di Vicenza, volta ad individuare situazioni di sfruttamento di manodopera che, oltre a costituire una grave forma di concorrenza sleale nei confronti degli operatori economici onesti e rispettosi della legalità, rappresentano principalmente un danno in capo ai lavoratori stessi, ai quali, infatti, non vengono riconosciuti i basilari diritti previsti dalla legge.
Le attività operative a tutela dei lavoratori e degli onesti imprenditori, soprattutto del settore della ristorazione e della ricettività, sono stati implementati dal Comando Provinciale delle Fiamme Gialle beriche proprio in occasione del periodo estivo.
Si rappresenta che la misura è stata adotta d’iniziativa da parte di questa polizia giudiziaria e che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagini in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.