La fine delle gite scolastiche il turismo ridotto all’osso

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Fine di un’epoca. Le gite scolastiche non tirano più. Il mercato padovano è pesantamente in flessione, i professori le rifuggono perché troppe sono le responsabilità, pure per i ragazzi hanno perso di grande fascino perché, coi tempi che corrono, per far baldoria non è più necessario dover aspettare la parentesi vacanziera data da una gita fuori porta con i compagni di classe. La libertà e l’allegria sono sempre e ovunque. A questo, si aggiungano i recenti drammatici fatti di cronaca con la tragica fine di Domenico Maurantonio, precipitato da un hotel milanese durante una visita all’Expo, più la recessione economica che costringe a tagliare il superfluo, anche nel settore della formazione. E il gioco è fatto. «Il turismo scolastico si è ridotto sensilmente nell’ultimo biennio, in particolare quest’anno: il volume d’affari – osserva Giancarlo Rev­erenna, delegato patavino nonchè vicepresidente veneto della Fiavet Ascom Confcommercio (Federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo) – è calato di un buon 30/40 per cento».

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