IN SCENA A PALAZZO CELIO “LETTERE DALLE CASE CHIUSE”

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Perché parlare di prostituzione? E perché farlo a teatro? Chi è veramente una prostituta? Trasformata nella mattinata di martedì la sala consiliare di Palazzo Celio in un teatro con una immediata vicinanza fra interpreti e pubblico è andata in scena per la regia di Giorgia Forno “Donne perdute” un testo di Daria Martelli, presente in sala, con l’adattamento teatrale di “Lettere dalle case chiuse” pubblicate nel 1955 dalla senatrice Linea Merlin, che abolì la prostituzione legalizzata, e Carla Barbe­ris. É il racconto di sette storie di­verse, tutte accomunate dal dolore. Cosa rimane nella prostituita del suo essere donna? Al di là del dolore, della disperazione, della freddezza e del cinismo, cosa rimane della sua umanità? Saprà ancora amare? Dall’affermazione del principio di uguaglianza e dalla chiusura in Italia delle case chiuse nel 1958, ancor oggi e lo ricorderà anche il vice presidente Vinicio Piasentini nel suo intervento “la prostituzione è purtroppo presente in tante parti del mondo e quanto narrate in quelle lettere è una triste realtà, ancor oggi”. Ultimo atto della Consigliera di Parità, Anna Maria Barbierato ha concluso il suo secondo mandato accostando alla ricorrenza del 70° anniversario del diritto al voto alle donne, la condizione femminile, partendo dalla parte più debole. “Donne perdute” è un progetto di Teatro Nexus con interpreti Giorgia Aglio, Roberta Andreoli, Elisa Chinarello, Giorgia Forno, Francesca La Malfa, Kristen Mastromarchi, e Alessandra Squatrito.

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