Imprese giovanili KO

0
60

L’emergenza Covid-19 colpisce duramente i giovani imprenditori. Lo dicono i numeri: il raffronto fra il primo trimestre del 2020 e il primo trimestre del 2019 vede un crollo delle nuove iscrizioni di imprese ai registri delle Camera di Commercio, con un -17,4% sul piano nazionale. A livello locale, come attestano i dati appena sfornati da Info Camere, il calo è meno pesante ma è comunque evidente, con un -6,9% delle iscrizioni a Padova, dove sono state 322 le imprese under 35 che hanno iniziato la propria attività fra gennaio e marzo di quest’anno. Allargando il quadro, va precisato che sono circa 952 mila i giovani titolari o soci di un’impresa – un terzo sono donne – in Italia, e che nel complesso hanno un’età media di 28,7 anni. A Padova a fine 2019 erano invece 6.232, concentrati in particolar modo nel commercio (dove rappresentano il 28,3% del totale), nei servizi alle imprese (22,4%) e nelle costruzioni (14,3%). «Sono giovani e silenziosi imprenditori a caccia di opportunità, e spesso sono piccoli costretti a fare i conti con i grandi», sottolinea il padovano Jonathan Morello Ritter, presidente nazionale dei Giovani Imprenditori Confapi. «Donne e uomini purtroppo pieni di problemi economici e finanziari, acuiti dalla crisi di queste settimane, anche adesso che, in tempo di Covid-19, il 70,5% delle grandi imprese ha investito in digital marketing (contro il 33% delle piccole) dando respiro a molte start-up digitali. Parliamo di imprenditori che però fanno fatica ad incassare e che si scontrano principalmente su uno scoglio: accedere a fidi bancari e a quegli anticipi delle fatture che consentirebbero loro una crescita più rapida, l’acquisizione di più clientela e l’assunzione di persone. Il punto è che i governi stanziano soldi ma intanto non cambiano le regole, a partire dal famigerato accordo di Basilea che norma il merito creditizio delle imprese, e che ha l’effetto di frenare qualsiasi accesso al mondo bancario. E si deve tenere conto che negli ultimi anni quasi una su tre delle nuove aperture è opera di giovani imprenditori. Poi, però, un terzo di queste nuove aziende chiude i battenti nei primi 5 anni di vita e quasi la metà non supera il biennio».