I vecchi restano in attività natalità sempre più ridotta

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La cresciuta longevità ha fatto saltare il passaggio del testimone da una generazione a quella successiva. Il giovane crescendo non intercetta più l’anziano che lo attende per il cambio di ruolo, i ‘vecchi’, sempre più carichi d’anni, dovranno rimboccarsi le maniche e persistere più a lungo nell’attività. Questa oggi la situazione. In più, come nei paesi più sviluppati, la natalità si è ridotta drasticamente.
Su questo tema ormai dirompente nei riferimenti culturali ed economici della nostra società, l’Istat, la Società italiana di Statistica (SIS) e la Società Statistica Corrado Gini hanno organizzato l’ottava edizione di StatisticAll, Festival della Statistica e della Demografia. Il Festival si terrà a Treviso nei giorni venerdì 2, sabato 3 e domenica 4 dicembre. E il tema è: “Per un ritorno al futuro. Il debito demografico e la solidarietà intergenerazionale in una società longeva”. Sulle persone in età matura si sposterà sempre più l’onere non solo di mantenersi attive più a lungo di prima, ma anche quello di saper diventare protagoniste dei processi di cambiamento e d’innovazione. Si tratta di questioni strutturali e di lungo periodo ma sono allo stesso tempo nodi che stanno venendo al pettine tutti insieme: basti pensare che l’uscita dei boomer (così indicati i nati dal 1946 al 1964) dal mercato del lavoro gonfierà le fasce di età over-80 di milioni di pensionati. Al Festival il ruolo di mostrare la situazione e di indicare possibili aggiustamenti.
“Abbiamo infatti posto al centro di questa edizione del Festival il dialogo vecchi/giovani”, ha detto Eugenio Brentari, docente all’università di Brescia e coordinatore della Tre Giorni di Statistica a Treviso, “proprio perché sono culture diverse e, ne siamo convinti, dal confronto tra generazioni l’una può apprendere dall’altra. Sono ambiti in cui la statistica e la demografia hanno un ruolo rilevante per misurare e valutare uso e scelta delle fonti, tracciare le tendenze e gli scenari di lungo periodo. In più, la guerra in corso si configura come un evento epocale e di fatto azzera molte delle promesse del XXI secolo”.
Per il prof. Brentari, il Festival dovrà promuovere anche una riflessione sul valore dei dati e sul ruolo che dovranno svolgere la statistica ufficiale e la demografia a fronte dei profondi cambi di paradigma: le verosimiglianze vengono meno, l’incerto vince, gli estremi si impongono sulla società, sull’economia e sull’intero mondo globalizzato.
L’invecchiamento è un processo di cambiamento, tocca tutte le fasi della vita e assegna un ruolo importante ai giovani. Devono essere loro fornite le capacità, l’allenamento e il passo giusto per sostenere a loro volta una vita più lunga e creare le condizioni per un patto tra le generazioni. Il futuro del Paese va ridisegnato perché non potrà più essere costruito sul tradizionale ricambio generazionale.