Colline Prosecco patrimonio Unesco

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“Le Colline di Conegliano e Valdobbiadene non sono solo il più recente degli 8 siti Unesco del Veneto, ma devono diventare il sito-laboratorio per la tutela del paesaggio e del territorio e il centro di coordinamento della rete dei patrimoni Unesco del Veneto, regione che vanta il primato dei ‘patrimoni dell’umanità’ tra i 55 italiani”.
Lo ha ribadito il presidente del Veneto, Luca Zaia, insediando a palazzo Balbi il Comitato tecnico scientifico per le Colline Unesco, alla presenza dei vertici dell’Associazione per il patrimonio delle Colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.
Una riunione già operativa, perché il Comitato tecnico-scientifico (presieduto da Amerigo Restucci, già rettore dello Iuav di Venezia, e composto da Mauro Agnoletti, Giuseppe Blasi,. Enzo Miceli, Vasco Boatto e Ugo Soragni) e l’Associazione guidata da Marina Montedoro, hanno già messo in cantiere le attività future per la valorizzazione del paesaggio del sito Unesco, e in particolare il piano di gestione dell’area Unesco che dovrà coordinare tutte le pianificazioni per conservare l’integrità dei valori della candidatura Unesco e promuovere lo sviluppo integrato delle risorse dell’economia locale. Le Colline di Conegliano e Valdobbiadene non saranno i ‘parenti poveri’ dello Champagne o delle Langhe o di altri paesaggi vitivinicoli: il sito è costituito sì da vigneti storici e ‘agricoltura eroica’, ma anche da boschi e verde incontaminato, oltre il 50 per cento del territorio è boscato.
Dalla nomina delle Colline trevigiane nella ‘world list’ dei beni Unesco, lo scorso anno a Baku, la Regione Veneto ha già provveduto a normare la pianificazione territoriale per i 29 comuni della ‘core’ e della ‘buffer zone’ (norme aggiornate dal Consiglio regionale la settimana scorsa con elementi di salvaguardia nel disciplinare) e ad inserire la promozione del sito nel Piano strategico del turismo veneto, calendarizzando iniziative e relativi impegni di spesa. Il piano prevede, appunto, campagne promozionali mirate, la formazione di guide e professioni turistiche locali, il coinvolgimento dei residenti nella promozione e valorizzazione turistica, la costituzione di info-point e iniziative per promuovere la cultura dell’accoglienza diffusa. “Dovremo riqualificare qualche punto ‘grigio’ dell’area – ha ammesso Zaia – ma a livello europeo ci sono gli strumenti ‘ad hoc’ per intervenire. E la Regione Veneto, dal canto suo, si è già dotata degli strumenti di pianificazione per intervenire, valorizzare l’architettura rurale esistente e sanare gli interventi meno in linea con la bellezza del paesaggio e la vocazione dell’area”.