CENTRI PER L’IMPIEGO: C’È ANCORA IL BUIO PIÙ PROFONDO

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VENEZIA 27.06.2015.FOTOATTUALITA'.PALAZZO FERRO FINI. PRIMA SEDUTA DEL CONSIGLIO REGIONALE E PROCLAMAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE.NELLA FOTO: L'ASSESSORE ALL'ISTRUZIONE ELENA DONAZZAN

«Sui 40 centri per l’impiego oggi attivi in Veneto e sui 431 dipendenti che ne garantiscono i servizi continua a gravare il buio più profondo. La convenzione siglata un anno fa tra Governo e Regioni per i Centri per l’impiego finalizzata ad una migliore gestione dei servizi e delle politiche per l’occupazione è rimasta lettera morta. Purtroppo il primo nemico del ministro Poletti e della riforma avviata un anno fa è proprio il Governo Renzi che non ha fatto chiarezza sulle competenze e continua a tagliare le risorse». L’assessore al lavoro della Regio­ne Veneto, Elena Donazzan, si fa carico delle preoccupazioni che gravano sul futuro dei centri della Bassa padovana.  «Sui centri per l’impiego e le politiche di ricollocamento occupazionale in un anno non è accaduto nulla di ciò che avevamo immaginato», ribadisce l’assessore Donazzan. «Pur apprezzando il lavoro del ministro Poletti, ci troviamo in una situazione di stallo, nell’impossibilità di dare risposte vere alle Province, al personale dei Centri per l’impiego, e soprattutto agli oltre 200 mila utenti, disoccupati, disabili, persone in cerca di prima occupazione. Il Veneto – fa notare Donazzan– ha sinora fatto fronte all’ingente spesa per i Centri per l’impiego e al costo degli organici delle Province. Ma la riforma costituzionale, se approvata, esproprierà le Regioni dalle competenze sulle politiche del lavoro, e lascerà nel caos normativo e finanziario la gestione dei Cpi»

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