CADAVERE IN ALZAIA GIALLO SUL SILE

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A terra dentro l’area dell’ex mangimificio di Silea, con sul volto dei lividi. È stato trovato così il cadavere di Andrea Dorcich, 33enne, di Fiera, che mancava da casa dalla notte tra lunedì e martedì. Ma tra la scomparsa e il rinvenimento del cadavere alle 3 di domenica, c’è solo il buio. Andrea è stato ucciso? Si è tolto la vita? O è vittima di una overdose? I carabinieri stanno indagando per la procura ha aperto un fascicolo per omicidio in attesa di avere informazioni dall’autopsia. La mamma di Andrea Dorcich, Giuseppa Rosa Caldato, dopo aver fatto il riconoscimento della salma, e aver visto i lividi sul volto del figlio, non ha dubbi: «È stato ammazzato, qualcuno l’ha picchiato». Il cadavere è stato rinvenuto alle 3 di domenica, da una persona che stava tornando a casa dopo avere frequentato i locali della zona. Il corpo si trovava all’interno dell’ex mangimificio abbandonato di via Alzaia, vicino ai silos. Ma, pare, fosse visibile anche da chi si fosse trovato all’esterno. Una zona quella dell’ex mangimificio con un gran via vai notturno: i clienti dello Space Cinema, del San Josè e della Nea. Ma anche compagnie meno raccomandabili: una zona di spaccio e scambismo. E a quanto si apprende Andrea Dorcich quel posto lo conosceva proprio per questo motivo, vi comprava della droga. Ma sono molti i punti oscuri sulla vicenda.  E a quanto riferisce la madre sul posto del ritrovamento non c’erano tracce di sangue. C’erano invece diversi lividi sul suo volto. Al naso e sugli zigomi.

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