Buonasanità a Ca’ Foncello

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Eccezionale intervento chirurgico su un paziente di 76 anni in gravi condizioni e con 10 metastasi epatiche. L’uomo è stato operato con una strategia chirurgica innovativa, dall’équipe della IV chirurgia dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, diretta dal professor Giacomo Zanus. L’impresa è partita dallo studio volumetrico computerizzato del fegato malato aveva dimostrato che la bonifica completa della malattia metastatica avrebbe comportato il sacrificio del 74% del fegato, lasciando un parte residua non superiore al 26 % del volume epatico globale iniziale, quantità non compatibile con la sopravvivenza del paziente. I chirurghi hanno quindi adottato una strategia innovativa mediante l’associazione della laparoscopia, della termoablazione con micro-onde e della resezione epatica in 2 tempi chirurgici successivi, sfruttando come presupposto biologico la capacità rigenerativa del fegato. Il primo intervento, ha consentito di preparare con il calore delle micro-onde il futuro piano di separazione tra l’emifegato sinistro e l’emifegato destro, in cui erano presenti le metastasi, chiudere la vascolarizzazione venosa dell’emifegato destro da rimuovere e pulire l’emifegato sinistro da alcune piccole lesioni evidenziate. Questa procedura ha consentito nel breve intervallo di 10 giorni di atrofizzare la parte destra con le metastasi e, nel contempo, di far crescere la parte sana di sinistra fin quasi a raddoppiarne il volume (49% dal 26% iniziale). Nel secondo tempo chirurgico, dopo aver accertato la crescita compensatoria del fegato sano da conservare, si è proceduto all’asportazione del fegato destro malato con l’utilizzo delle più avanzate tecniche di dissezione a ultrasuoni e di coagulazione bipolare a disposizione, garantendo standard tecnologici di qualità operativa di livello internazionale. Il fegato sinistro, una volta cresciuto, ha consentito al paziente di superare brillantemente il decorso post-operatorio, con la dimissione dall’ ospedale 8 giorni dopo l’intervento. “A Treviso – ha detto il presidente Luca Zaia – hanno accettato la sfida che altre strutture ospedaliere non si erano sentite di affrontare, e anche di questo dobbiamo ringraziare Zanus e la quarta chirurgia, Significativo anche – ha proseguito Zaia – il fatto che questa complessissima procedura sia stata resa possibile dalla disponibilità di modernissime tecnologie e da un grande know how tecnico, garantito dal programma di collaborazione tra la Quarta Chirurgia di Treviso e l’Università di Padova.

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