AVIARIA 20 MILA TACCHINI DA ABBATTERE

L’aviaria torna anche in Italia. Dopo un primo caso segnalato a inizio mese, quando a Grado (Gorizia) era stata ritrovata un’anatra selvatica morta positiva al virus H5N8, L’Organizzazione mondiale per la salute animale (Oie) e l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (Izsve) hanno segnalato un vero e proprio focolaio in un allevamento di pollame a Giare di Mira, in provincia di Venezia, dove risultano a rischio epidemia 20.500 tacchini. Seimila animali sono infetti e 600 sono morti a causa del virus secondo il rapporto appena diffuso. Il sindaco di Mira Alvise Maniero ha già firmato l’ordinanza per abbattere i tacchini per contenere l’epidemia tra gli animali. L’allevamento era già posto sotto sequestro il 21 gennaio, in attesa della conferma della positività. I rischi per le persone sono in realtà molto bassi, anche se la trasmissione di alcuni ceppi del virus dai volatili all’uomo è possibile (al momento però il ceppo H5N8 non è stato rinvenuto nell’uomo). Le persone più a rischio sono gli operatori del settore avicolo, che possono scongiurare la trasmissione utilizzando correttamente i dispositivi di protezione. In ogni caso nel caso di un contagio a carico dei lavoratori che operano negli allevamenti, il rischio di un’epidemia è bassissimo e la trasmissione da persona a persona, anche in ceppi meno recenti, non è mai stata provata con certezza. Va inoltre ricordato che non è possibile contrarre la malattia consumando carne di pollo o tacchino oppure uova.