Autonomia? “Sì”, ma partecipata e solidale

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“Lo riconosciamo senza pregiudizi. L’autonomia differenziata può essere una grande opportunità, perché l’importante contributo che viene da identità locali, vocazioni e potenzialità territoriali può senz’altro favorire la modernizzazione del Paese e il rilancio dello sviluppo economico e sociale”. A dichiararlo il segretario generale regionale Gianfranco Refosco, per ribadire la posizione di Cisl e sgombrare il campo da ogni possibile equivoco o rischio di strumentalizzazione. “Quella che vogliamo è però un’autonomia partecipata e solidale, che abbia a sue coordinate la cooperazione tra i territori e tra i cittadini, e la sussidiarietà tra i livelli istituzionali’ rimarca, evidenziando come l’autonomia sia di fatto già prevista e disciplinata dalla nostra Costituzione, all’articolo 5, e come sia necessario “puntare a conciliare l’unità e la solidarietà nazionale con il principio di sussidiarietà e di prossimità ai cittadini”. “Crediamo che tutto questo potrà realizzarsi a patto che si compia una forte azione di responsabilizzazione da parte delle Regioni e degli Enti locali» aggiunge ancora Refosco. Un appello alla responsabilità che si traduce nella richiesta di impegnarsi a garantire ai cittadini di tutto il Paese l’accesso al medesimo livello di servizi (con l’individuazione preventiva dei livelli essenziali delle prestazioni) e a porre attenzione a temi strategici come l’istruzione. «E ancora chiediamo di rafforzare, e non indebolire, il sistema di solidarietà tra territori, per sostenere le Regioni più deboli in un percorso di crescita e di convergenza che ci deve tenere accomunati”. Per far sì che diventi un’opportunità di miglioramento reale della qualità della vita dei cittadini, serve infine, aggiunge sempre il segretario, che l’autonomia differenziata sia attuata con un forte coinvolgimento non solo del Parlamento ma anche dei Consigli regionali dei territori interessati, delle Province e dei Comuni, nonché delle parti sociali nazionali e territoriali: «Andando oltre gli slogan e gli ideologismi, da qualsiasi parte provengano, serve che Governo e Regione del Veneto con coraggio avviino un vero confronto con le rappresentanze politiche, sociali ed economiche – conclude –. Noi ci siamo, disponibili e pronti a contribuire con idee e proposte».