Autonomia, è scontro col governo

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Il presidente del Veneto, Luca Zaia, non intende partecipare a quella che ha definito “una manfrina” e cosìtorna a ribadire il suo pensiero sul fronte della riforma dell’autonomia differenziata. “Il mio auspicio”, ha detto, è che il governo dia vita subito alla sua proposta di autonomia, così da poterla confrontare con la nostra, e se ci sarà un punto d’incontro la firmeremo, se invece sarà una farsa, una finta autonomia non potremo firmare, anche perchè saremmo irrispettosi nei confronti dei nostri cittadini e della Costituzione”. Il governatore del Veneto ha spiegato che “ovviamente, il Veneto si candida a gestire le competenze nelle 23 materie oggi controllate da Roma. “Il nostro”, ha aggiunto, “è un progetto serio, validato scientificamente, ma non possiamo accettare che si dica che vogliamo creare un Pese di serie A e uno di serie B, o la secessione dei ricchi. Qui si tratta di portare efficienza e modernità a questo Paese”. La verità, per Zaia, “è che da un lato i cittadini avranno risposte celeri e avranno viste ridotte le catene decisionali. Dall’altro per quanto riguarda i cittadini del Sud finalmente riusciranno a misurare la qualità dei loro amministratori, perchè questa è la verità”. “Oggi già abbiamo un esempio di Autonomia, che è quella della sanità: non c’è l’Autonomia del Veneto, non c’è quella della Lombardia o dell’Emilia Romagna ma nella sanità tutte le regioni hanno un budget e la gestione della sanità – spiega -. Se ci sono ancora regioni che vedono i loro cittadini costretti a fare le valigie per andarsi a curare fuori regione, molto probabilmente il problema non è dell’Autonomia ma della mala gestio da parte di qualcuno”. Intanto, con una lettera aperta i due presidenti leghisti della Lombardia, Attilio Fontana, e del Veneto, Luca Zaia, hanno detto a chiare lettere non firmeranno l’intesa sull’autonomia “se si continua con una farsa”. E mentre Matteo Salvini spinge quasi a cercare l’incidente diplomatico con il premier Conte, i due governatori hanno aggiunto invece di rimanere “ aperti al dialogo” con il presidente del Consiglio, “pronti a cambiare opinione se il testo delle intese sarà capace di rispondere alle esigenze della vita vera che abbiamo provato a descrivere”. Si annuncia intanto la possibilità che il premiere Conte incontri i due governatori in settimana. Sembra l’offerta di una tregua armata. Ma il sentimento diffuso in Veneto tra il popolo leghista lo ha espresso bene Silvia Rizzotto, consigliere regionale per la Lista Zaia. “Il primo ministro Conte e i Cinquestelle non possono ricordarsi dei Veneti solo quando si tratta di gettito Iva e 740. Siamo stanchi di essere trattati così. I Veneti meritano rispetto.Secondo la Rizzotto uno dei punti centrali è lo “strappo sull’autonomia scolastica deciso dal primo ministro Conte su pressione dell’alleato di Governo 5 stelle”. La Rizzotto, come il suo Presidente, pretende maggior autonomia per la sua regione: “Il limite della pazienza dei Veneti sull’Autonomia è già stato superato da un pezzo. Ora però con la decisione di rivedere anche l’autonomia scolastica si sta sconfinando nella dignità e nel rispetto dei Veneti”. Poi anche la Rizzotto ha riproposto la tesi leghista: “Nessuno vuole strappare il Paese, anzi, noi vogliamo migliorarlo. Ma qui qualcuno sta mancando di rispetto al nostro Popolo, che, lo ricordo, ogni anno allo Stato italiano versa diligentemente miliardi e miliardi di euro. La proposta di Conte di rivedere così l’impianto della Autonomia è assolutamente irricevibile: se la firmi lui con i Ministri Di Maio, Lezzi e Toninelli. I Veneti meritano rispetto”.

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