Blitz delle “mamme no pfas” in regione

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Mamme NO PFAS, cittadini dei comuni interessati dall’inquinamento da PFAS, insieme ad attivisti della Climate Defense Units e di Greenpeace sono entrati in azione a Venezia, davanti alla sede del Consiglio Regionale del Veneto a Palazzo Ferro Fini, per protestare contro il grave inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) che interessa un’ampia area del Veneto compresa tra le province di Vicenza, Verona e Padova. Circa 30 attivisti hanno raggiunto il palazzo regionale in barca e hanno aperto sul pontile uno striscione “Bonifica subito” per chiedere l’avvio delle operazioni di bonifica del sito di Miteni, l’azienda chimica di Trissino ritenuta dalle autorità la principale fonte della contaminazione. Gli attivisti hanno chiesto di essere ricevuti durante la seduta del Consiglio Regionale in corso. Contemporaneamente davanti a Palazzo Ferro Fini, dall’altro lato del Canal Grande presso le fondamenta della Salute, circa 50 attivisti creavano un presidio informativo per spiegare le ragioni della protesta. “La lentezza con cui si sta procedendo all’individuazione delle zone da cui ha origine l’inquinamento è inaccettabile, soprattutto per le migliaia di cittadini veneti che continuano a subire quotidianamente le conseguenze sulla propria salute e su quella dei loro figli. In base alle ultime notizie divulgate dalla stampa, i dati della contaminazione sono stati trasmessi da Miteni a luglio, ma Regione e ARPAV non sembrano tenerne completamente conto per individuare le zone prioritarie da analizzare” afferma Giuseppe Ungherese, responsabile Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia. “È paradossale che, nonostante i dati recenti di Miteni evidenzino importanti e attuali criticità riguardo la contaminazione, la Regione Veneto non sia ancora intervenuta applicando quanto stabilito dal provvedimento 360. Insieme alle mamme, ai papà e a tutti gli attivisti impegnati oggi chiediamo la massima chiarezza” conclude Ungherese. La petizione con la quale Greenpeace chiede sin dal marzo scorso azioni urgenti e concrete per fermare l’inquinamento da PFAS è stata firmata da oltre 70 mila cittadini. In risposta alle affermazioni contenute nel comunicato di Greenpeace Miteni fa notare quanto segue: “La zona da bonificare in Miteni non solo è già stata identificata ma la bonifica è anche già partita da tempo. La bonifica delle acque è in corso da quattro anni e sono state asportate 300 tonnellate di terreno nella zona in cui vi era la contaminazione dei rifiuti seppelliti negli anni Settanta. A ciò si aggiunge l’importante lavoro fatto per isolare la falda sottostante lo stabilimento che ha portato risultati superiori al 99%. Non si capisce dunque come si possa chiedere oggi “l’avvio di operazioni di bonifica” già in corso da tempo con importanti risultati già conseguiti e documentati dagli enti”.