Stipendi, in Veneto la metà che in Lussemburgo

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Quanto guadagnano gli italiani? Con una retribuzione lorda media pari a 29.601 euro il Belpaese si posiziona al 9° posto su 17 nella classifica dei salari nella zona Euro, sotto la Francia e sopra la Spagna. Un lavoratore italiano guadagna in un anno 10.900 euro lordi in meno di uno tedesco e 8.700 euro in meno di uno francese. Per fare un confronto con gli altri Paesi dell’Unione Europea, in Lussemburgo (al 1° posto in classifica) la retribuzione media è oltre il doppio di quella italiana (64.595 euro). Non solo: negli ultimi 10 anni il trend di crescita delle retribuzioni nazionale è stato inferiore solo a Irlanda, Portogallo e Grecia. E il Veneto come si posizione in questo quadro? Nel 2018 è salito di una posizione rispetto all’anno precedente posizionandosi sulla settima piazza fra le regioni italiane, con 29.473 euro, in una graduatoria guidata da Lombardia e Trentino Alto Adige con un reddito annuo lordo rispettivamente di 31.472 e 31.136 euro. Sul terzo gradino del podio il Lazio, trainato da Roma, che “supera” l’Emilia-Romagna, quarta. Prima del Veneto ci sono anche Liguria e Piemonte, mentre in coda figurano Calabria e Basilicata, unica regione sotto al tetto dei 25 mila euro (24.495). È quanto emerge dal “Jp Salary Outlook” dell’osservatorio JobPricing, che Fabbrica Padova, centro studi di Confapi, ha incrociato con i dati Ocse e Istat. E le province? Sono tutte al Nord quelle con le retribuzioni più alte. Milano resta in prima posizione: grazie a una Ral di 33.948 euro il capoluogo lombardo stacca di quasi 2.000 euro la seconda in classifica (Bolzano, con 32.088). In Veneto colpisce un po’ che Rovigo (29.233) faccia meglio di Padova (29.191 euro, 27^ città in Italia, comunque con un miglioramento di 10 posizioni rispetto al 37° posto dell’anno precedente), mentre “comanda” Verona con 30.103 euro. Una precisazione: si parla di Ral, ovvero di remunerazione annua lorda. Non è quanto arriva in busta paga al lavoratore, perché vanno considerate le trattenute previdenziali (Inps) a carico del lavoratore (circa il 9,19%) e le ritenute fiscali Irpef, addizionale regionale e comunale, oltre alle eventuali detrazioni: in media da una base di 29.131 euro lordi restano in tasca poco meno di 21 mila euro. Da precisare anche che il costo a carico azienda per una Ral di 29.000 euro è pari a circa 40.000 euro. “Di sicuro c’è tanta strada da fare in questo campo per recuperare terreno ma per analizzare il quadro che emerge occorre allargare la prospettiva, perché la questione “stipendi” è legata a doppio filo a un altro tema non più eludibile, quello della produttività” ha dichiarato Carlo Valerio, presidente di Confapi Padova.

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