Sanità più privata?

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E’ stato approvato in Consiglio Regionale il Progetto di Legge n. 462 contenente disposizioni di adeguamento ordinamentale in materia di sanità. “Nello specifico, si è messo mano alla Legge che disciplina l’autorizzazione e l’accreditamento delle Strutture socio sanitarie. Con il pretesto di fare manutenzione ordinaria a Leggi regionali vecchie o superate, in realtà si compiono interventi di manutenzione straordinaria”.
Lo affermano i consiglieri regionali del Coordinamento Veneto 2020, Piero Ruz­zante (LeU), Patrizia Bar­telle (IIC) e Cristina Guarda (CpV), che spiegano “solo così si può spiegare la sostituzione delle parole ‘di rispondenza del progetto’, con ‘compatibilità del progetto’, rispetto all’apertura di nuove Strutture sanitarie private.Tutti capiscono che un progetto ‘rispondente’ alla programmazione regionale è una cosa, mentre un progetto ‘compatibile’ con la programmazione sanitaria regionale, è cosa diversa – mettono in chiaro i consiglieri di Veneto 2020 – sorge inoltre il timore che il controllo e la vigilanza sull’appropriatezza delle prestazioni sanitarie potranno risultare meno efficaci. Infatti, è previsto che essi non saranno più affidati a un ente specifico, come lo è l’Agenzia Sanitaria Re­gionale, ma saranno gestiti direttamente dalla Regione per quanto riguarda la vigilanza, oppure delegati all’ULSS per il controllo. In quest’ultimo caso è prevedibile che i dirigenti delle ULSS potrebbero trovarsi in situazioni di grave conflitto di interesse – denunciano i consiglieri regionali – ricoprendo contestualmente la posizione di controllati e controllori”.“Forse in questo caso si sarebbero potute utilizzare le grandi competenze dirigenziali ormai acquisite all’interno di Azienda Zero”, concludono Ruz­zante, Bartelle e Guarda.

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