Raccolta rifiuti elettrici, Veneto virtuoso

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Il Veneto nel 2020 ha raccolto 33.555 tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Lo evidenzia il Rapporto Annuale 2020 del Centro di Coordinamento RAEE, l’istituzione che sintetizza i risultati conseguiti da tutti i Sistemi Collettivi che si occupano del ritiro presso i centri di raccolta e i luoghi di raggruppamento organizzati dalla distribuzione per la gestione dei rifiuti tecnologici in Italia.
Con un incremento del 5,1% rispetto al 2019, la seconda miglior crescita percentuale tra tutte le regioni del Nord Italia, il Veneto conferma il terzo posto a livello nazionale per volumi totali.

Raccolta per province
La provincia di Padova raccoglie i maggiori volumi regionali con 7.682 tonnellate, in crescita dell’11,2% rispetto al 2019, incremento percentuale pressoché doppio rispetto alla media regionale (+5,14%), sostenuto dagli incrementi in R2 (+23% per un totale di 3.388 tonnellate) e in R4 (+8,1% per una raccolta complessiva di 1.544 tonnellate), entrambi superiori alla media regionale dei singoli raggruppamenti. Segue la provincia di Treviso con 7.396 tonnellate a +10,2%, sostenute anche in questo caso dagli incrementi in R2 (+15,2%) e in R4 +(8,1%). Raggiunge le 6.102 tonnellate (+9,8%) la provincia di Verona, grazie in particolare alla crescita in R2 (+15,3%), R4 (+10%) e R1 (+8,9%).
La provincia di Venezia segna invece la contrazione più elevata: -8,44%, pari a oltre 400 tonnellate in meno raccolte rispetto al 2019; la riduzione è comune a tutti e cinque i raggruppamenti e porta la raccolta totale a 5.147 tonnellate. Pressoché stabile (+0,2%) la raccolta della provincia di Vicenza che si assesta a 4.060 tonnellate, seguono a notevole distanza le province di Belluno e di Rovigo. La prima segna un -0,2% che ferma la raccolta a 1.710 tonnellate, mentre la provincia di Rovigo segna un +8,17% per un totale di 1.459 tonnellate.

La provincia di Rovigo è l’unica a non beneficiare del contributo dei luoghi di raggruppamento della distribuzione, mentre nella provincia di Padova gli LdR contribuiscono per oltre il 41% della raccolta; più contenuti, ma sempre al di sopra della media registrata a livello nazionale (18%), i volumi veicolati dagli stessi nelle province di Treviso, con oltre il 23%, e in quella di Verona con il 21%.
Relativamente al solo raggruppamento 5, da segnalare il contributo alla raccolta, piuttosto diffuso tra le diverse province, veicolata dagli installatori che contribuiscono per circa l’11%, mentre l’intervento dei centri di raccolta privati pesa per poco meno del 10% del totale del raggruppamento, concentrato però nelle sole province di Venezia e di Vicenza.

La raccolta pro capite più alta a livello regionale spetta alla provincia di Treviso con 8,39 kg/ab che, con una crescita dell’11%, supera quella di Belluno, ferma a 8,24 kg/ab, in calo del 2,44%. Cresce del 12% circa sia il valore pro capite della provincia di Padova, che sale a 8,28 kg/ab, sia di quella di Verona che invece si ferma a 6,73 kg/ab, al di sotto della media del Nord Italia (7,01 kg/ab). Risultano invece sotto la media nazionale (6,14 kg/ab) i valori delle province di Venezia, che si ferma a 6,07 kg/ab (-7,9%), di Rovigo a 6,01 kg/ab (+4,8%) e soprattutto di Vicenza che, di fatto, conferma il risultato del 2019, pari a 4,69 kg/ab (-0,08%).

“I dati del Veneto presentano aspetti contraddittori, con province che si distinguono per risultati ottimi e altre che invece non raggiungono neppure la media nazionale” commenta Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE. “In una Regione che offre la possibilità di chiudere il cerchio delle attività di gestione dei RAEE grazie alla presenza di impianti di trattamento di qualità, quello che ci si aspetta è un andamento in crescita per aggiungere molti altri quantitativi alla gestione corretta del fine vita delle apparecchiature elettriche ed elettroniche.