Il “Veneto che vogliamo” assemblea online record

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Questa appena passata è stata una domenica da record per il Veneto che vogliamo. In 19.000 hanno partecipato alla prima assemblea online della storia del Veneto. Dopo alcuni ospiti che hanno chiesto di partecipare, come Elly Schlein, vicepresidente dell’Emilia Romagna, e amministratori veneti, sono intervenuti cittadini da tutta la regione, anche chi solitamente è lasciato ai margini e dimenticato della politica. Dopo l’apertura di Giorgio De Zen, portavoce del Veneto che vogliamo, per l’occasione in veste di presentatore, ha preso parola Arturo Lorenzoni, candidato Presidente del Veneto.
“Abbiamo un’identità forte civica e popolare, e oggi lo stiamo dimostrando – dichiara Lorenzoni – Siamo un’unione di realtà locali che hanno un approccio pragmatico e concreto alla politica. Siamo noi stessi l’esempio di come deve essere una proposta nuova, che vada oltre a una politica evidentemente stanca, che in 20 anni si è impantanata sulla gestione dell’ordinario senza alcuna visione futura. Adesso serve una politica che unisca bisogni e visione, con un progetto collettivo dove ci si possa soffermare su ciò che unisce, e non su ciò che divide. Perché noi non andiamo contro nessuno, ma andiamo oltre alle appartenenze politiche. Un progetto che si concentri su 4 punti fondamentali: ambiente, salute, dinamismo dell’innovazione e attenzione alla bellezza”.
“Metà dei veneti non vota più – ha poi aggiunto Elena Ostanel, portavoce Veneto che Vogliamo – Noi stessi dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere nella società. È finito il tempo dei leader soli: serve una leadership collettiva e diffusa, e le emozioni devono tornare al centro ed essere il motore del cambiamento”.
È poi intervenuta Elly Schlein, ex eurodeputata e vicepresidente dell’Emilia Romagna, felice di contribuire a un progetto che ha seguito fin dal principio: “Serve un linguaggio fresco e comprensibile, per parlare alle persone dei loro bisogni. Perché alcune sfide non sono più rinviabili, come la questione ambientale e la riconversione ecologica. Bisogna mettere in cima all’agenda tre temi fondamentali: un patto per il clima, per salvarci; un piano per la casa, che è un diritto inalienabile; e un lavoro dignitoso, per tutti”.Tra gli amministratori veneti hanno partecipato i consiglieri regionali Piero Ruzzante e Cristina Guarda. “Dobbiamo avere un’autonomia culturale e non inseguire le altre forze politiche – ha sostenuto Ruzzante – Arturo ha già dimostrato di poter battere la Lega in questo modo. Ad esempio rimettere al centro della vita politica e sociale le donne, che oggi hanno un reddito medio di molto inferiore agli uomini e non è accettabile. E parlando giovani in fuga dal Veneto, investendo nella ricerca”. “La salute deve tornare al primo posto. E non parliamo solo di CoVid – ha insistito Guarda – ma anche di Pfas e inquinamento. Bisogna avere cura del territorio e delle famiglie che popolano il Veneto, che sanno che la connessione tra ambiente e salute è fortissima”.