Pesca, va evitata la crisi del settore

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Proseguono gli incontri dedicati al settore primario organizzati dall’assessore regionale all’Agricoltura caccia e pesca, Giuseppe Pan, per condividere la situazione emergenziale che sta colpendo le filiere. Questa volta a sedersi attorno al tavolo, in videoconferenza, è stata il comparto ittico e dell’acquacoltura.“Stiamo sicuramente attraversando la crisi di settore più importante dal dopo guerra e siamo consapevoli che da tre anni la filiera ittica e dell’acquacoltura è in difficoltà – spiega l’assessore Pan -. Come Regione Veneto abbiamo stanziato, ad oggi, 90 milioni per la sanità utilizzando tutte le risorse disponibili in bilancio per cercare di affrontare questa emergenza, che inevitabilmente si sta riflettendo in maniera diretta su molti altri fronti. La pesca sta già scontando gli effetti negativi delle mareggiate eccezionali del 2018 e del 2019 e dei mancati guadagni causati dal fermo volontario del 2020. Come assessorato intendiamo dare risposte veloci e concrete alla categoria, garantendo i finanziamenti alle 163 imprese della pesca del Cogevo per un importo complessivo di 600 mila euro e i 200 mila euro per le circa quaranta imprese dei quattro consorzi dell’area deltizia del Po”.Al tavolo sono intervenuti i rappresentanti di Cogevo Venezia, di AGC Veneto, della LegaCoop, dell’UnionCoop, della Fedagri, dell’Associazione Piscicoltori Italiani, dell’API e di Coldiretti i quali, in maniera condivisa hanno richiesto all’Assessore maggiore liquidità per poter affrontare questo momento di crisi e standby nei mercati esteri.E’ auspicato un intervento regionale nei confronti delle GDO affinché valuti la possibilità di riaprire i banchi del pesce promuovendo quello di origine nazionale piuttosto che quello di importazione per smaltire gli stoccaggi già prenotati.I bandi rappresentando sicuramente una possibilità per affrontare il momento: vengono richieste proroghe alle scadenze o possibilità di avere acconti a fronte di fidejussioni.

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