PER LA LETTERATURA, IL PREMIO MARIO RIGONI Un’occasione per ripercorrere l’opera e ripercorrere la storia della Alpi

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Sì è conclusa con la cerimonia di premiazione in un teatro Millepini di Asiago gremito di pubblico, la due giorni finale del Premio Mario Rigoni Stern per la Letteratura Multilingue delle Alpi 2019. Come da tradizione, nell’anno in cui viene conferito in Veneto – il premio ha sede alternativamente in Trentino e in Veneto – propone un intenso cartellone di eventi dapprima a Venezia e quindi nella cittadina dell’Altopiano dei Sette Comuni. Da molti anni il conferimento del Premio è anche occasione per ripercorrere l’opera di Mario Rigoni Stern e allo stesso tempo per lanciare uno sguardo alle Alpi nella loro storia, nel loro presente e nelle prospettive future. A fare da filo conduttore è stato questa volta il tema dei “Boschi di Mario”, come ha spiegato il presidente del premio Sergio Frigo a inizio cerimonia, citando una frase dello scrittore di Asiago “un giorno non sarà più possibile fermare il vento”. L’allusione e l’occasione di questa scelta tematica va chiaramente ascritta all’eccezionale evento meteorologico della Tempesta Vaia che ha segnato profondamente e drammaticamente il territorio alpino tra Veneto e Trentino a fine ottobre 2018 ma si apre a riflessioni più generali sul rapporto tra uomo e natura. Non poteva mancare infine il conferimento dei premi, arricchito da domande e interviste che alcuni membri membri della giuria – quest’anno composta da Ilvo Diamanti, Marco Albino Ferrari, Paola Maria Filippi, Mario Isnenghi e Daniele Jalla che hanno operato con il coordinamento di Margherita Detomas – e la conduttrice Valentina Berengo hanno rivolto ai vincitori e ai segnalati. Sul palco si sono così alternati Marco Balzano – vincitore dell’edizione 2019 – che ha condotto i presenti in una parte di storia dimenticata dell’Italia del Novecento.

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