Miteni, chiesto giudizio per 9 manager L’inchiesta condotta dai due sostituti procuratori Barbara De Munari e Hans Roderich Blattner. Il fascicolo si ferma al 2013 e perciò non è stato contestato il disastro ambientale

La Procura della repubblica di Vicenza ha chiesto il rinvio a giudizio di nove manager della Miteni di Trissino (Vicenza), indagati per disastro innominato e avvelenamento delle acque, in relazione all’inquinamento da Pfas delle falde acquifere del Vicentino. Stralciate invece le posizioni di altri quattro indagati. L’inchiesta è firmata dai pubblici ministeri della procura di Vicenza Barbara De Munari e Hans Roderich Blattner. Le vicende oggetto dell’indagine berica riguardano l’inquinamento delle falde fino al 2013, anno in cui la Miteni si autodenunciò; un altro filone di inchiesta comprende anche l’inquinamento da GenX e riguarda i fatti dal 2013 in poi, in cui è indagato anche l’ultimo amministratore delegato della ditta di Trissino, fallita il 18 novembre scorso, Antonio Nardone. Le persone rinviate a giudizio tra cui ci sono i manager di Icig sono le seguenti: Patrick Hendrik Schnitzer, Achim Georg Hannes Riemann, difesi dall’avvocato Gianpietro Gastaldello; Alexander Nicolaas Smit, assistito dall’avvocato Salvatore Scuto; l’irlandese Brian Anthony Mc Glynn, con i manager Luigi Guarracino, Mario Fabris, Davide Drusian, Mauro Cognolato, e Mario Mistrorigo, tutti difesi dall’avvocato Novelio Furin. Il fascicolo d’inchiesta per questi indagati si ferma al 2013 e perciò non è stato contestato il disastro ambientale, mentre per fatti successivi al 2013 e in merito all’inquinamento da GenX è indagato in un altro filone l’ultimo amministratore delegato della Miteni di Trissino, Antonio Nardone. La sua posizione, assieme a quella del manager Francesco Cenci, è stata invece stralciata dal primo troncone d’inchiesta.