L’industria resiste, ma autunno incerto

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L’industria reagisce alla difficile congiuntura ma gli impatti di guerra, shock energetico e inflazione si dispiegano con maggior forza. Nel secondo trimestre 2022 la produzione industriale di Padova e Treviso segna un +7,2% rispetto allo stesso periodo del 2021, a segnalare un nuovo rallentamento della crescita rispetto al primo trimestre (+9,9%) e alla velocità sperimentata nelle rilevazioni precedenti. Un risultato sostenuto dalla domanda interna (+12,4%), mentre è più brusca la frenata del fatturato estero (+6,7% dal +18,1) soprattutto extra-UE (+3,9%). Gli ordini aumentano fra aprile-giugno ma a intensità ridotta (+10,1). La resilienza dell’industria si traduce anche nei dati sull’occupazione, in aumento tendenziale del 2,4%, metà delle imprese assumerà nei prossimi sei mesi. Il protrarsi dei fattori che frenano l’attività, l’energia carissima (PUN 10 volte maggiore rispetto al 2020), i rincari di materie prime (per il 95,3% delle imprese) e difficoltà di approvvigionamento, acuiti dalla guerra, il rialzo dei tassi misurano i rischi al ribasso, per l’impatto su costi e margini delle imprese.
Sono i principali risultati dell’indagine La Congiuntura dell’Industria di Padova-Treviso (consuntivo secondo trimestre 2022 – previsioni secondo semestre) condotta da Assindustria Venetocentro, in collaborazione con Fondazione Nord Est, su un campione di 538 aziende manifatturiere e dei servizi delle due province.
Nel dettaglio, nel secondo trimestre 2022 l’indice della produzione industriale aumenta del +7,2% rispetto allo stesso periodo 2021, a segnalare un nuovo rallentamento della crescita sia rispetto al primo trimestre (+9,9%) che nel confronto con le rilevazioni precedenti (+39,1% l’anno scorso).
“Il sistema industriale di Padova e Treviso continua a mostrare segnali di tenuta, in un contesto sempre più difficile per l’energia carissima, le difficoltà di approvvigionamento e il generale deterioramento delle condizioni di mercato, grazie alla sua flessibilità e capacità di adattarsi rapidamente al contesto e agli shock ‘’, dichiara Leopoldo Destro, Presidente di Assindustria Venetocentro.
L’indice di fiducia delle imprese manifatturiere, giudizi e attese sui livelli di produzione e ordini, in costante deterioramento, segnalano maggiore incertezza sulle prospettive nel secondo semestre. Rallentano i giudizi sulla produzione, attesa in crescita dal 23,4% (33,9% nella rilevazione precedente), stabile dal 54,5; e gli ordini interni, in aumento per il 15,1% (in calo per il 38,4). Gli effetti di guerra, inflazione e debole commercio estero sono visibili nella nuova flessione delle attese sugli ordini esteri, in crescita per il 25,9%, in contrazione per il 27,1, stabili per il 47%. Sull’occupazione, si consolidano i giudizi di stabilità (64,6%), il 28,9% la prevede in crescita, solo il 6,5 in diminuzione. Il 49,8% delle aziende farà nuove assunzioni nel secondo semestre (il 69,9% oltre 250 addetti, il 54,8 nel metalmeccanico).
“I dati del secondo trimestre, pur tra le risapute difficoltà, evidenziano un quadro ancora positivo per l’industria di Padova e Treviso- commenta Federico Zoppas, Consigliere Delegato di Assindustria Venetocentro per l’Ufficio Studi-. Reattività e prudenza rimangono le parole d’ordine per i prossimi mesi che ci aspettano’’, conclude Zoppas.