Lavoro dipendente, veneti stakanovisti

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PAOLO ZABEO CGIA MESTRE

I lavoratori dipendenti del settore privato del Veneto lavorano quasi 2 mesi in più all’anno dei colleghi del Sud e, alla luce di ciò, i primi percepiscono una retribuzione giornaliera del 23 per cento più alta dei secondi.
Questo vuol dire che da noi gli impiegati e gli operai sono degli stacanovisti e i colleghi meridionali degli scansafatiche? Assolutamente no. Ci mancherebbe. Anche nel Mezzogiorno si lavora molto e, probabilmente, anche di più che in altre aree del Paese; purtroppo, lo si fa in “nero”.
Secondo l’elaborazione degli artigiani mestrini su dati Inps, nel 2021 il numero medio delle giornate retribuite nel Veneto è stato pari a 248, al Sud, invece, a 211. Pertanto, nella nostra regione un ipotetico operaio ha lavorato 37 giorni in più che corrispondono a quasi 2 mesi lavorativi “aggiuntivi” rispetto a un collega meridionale. Per quanto concerne la retribuzione media giornaliera lorda, nel Veneto si è attestata attorno ai 92 euro e in meridione sui 75. Di conseguenza, la paga giornaliera in settentrione è mediamente più elevata del 23,4 per cento rispetto a quella percepita nel Mezzogiorno.
Perché al Sud si lavora meno? Oltre alla presenza di un’economia sommersa più diffusa che nel resto del Paese che, statisticamente, non consente di conteggiare le ore lavorate irregolarmente, nel meridione c’è poca industria, soprattutto hig-tech, e una limitata concentrazione di attività bancarie, finanziarie ed assicurative.
Nel 2021 la retribuzione media giornaliera più elevata d’Italia è stata erogata ai lavoratori dipendenti del settore privato occupati nella provincia di Milano (124 euro).
La prima provincia veneta, Vicenza, si piazza a livello nazionale al 17° posto con una retribuzione giornaliera media di 93,5 euro. Seguono Padova al 18° con 93,1 euro, Verona al 20° con 92,8 euro, Treviso al 21° con 92,8 euro, Belluno al 32° con 90,3 euro, Venezia al 34° con 89,8 euro e Rovigo al 54° con 82,4 euro.
Gli operai e gli impiegati con il maggior numero medio di giornate lavorate durante il 2021 sono stati quelli occupati a Lecco (259,5 giorni). Seguono i dipendenti privati di Vicenza (258,2), Treviso (256,9), Lodi (256,7), Pordenone (256 giorni), Bergamo (255,6 giorni), Padova (255,4), Cremona (254,8 giorni), Reggio Emilia (254,1 giorni) e Modena (252,2 giorni).
Le province, infine, dove i lavoratori sono stati “meno” in ufficio o in fabbrica durante l’anno preso in esame sono state quelle di Crotone (200,7 giorni), Lecce (200 giorni).